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07 agosto 2018 - Interni - Libia - Il Giornale
Salpa la legge anti scafisti A Tripoli 12 motovedette
I l decreto «motovedette» da donare alla Libia per fermare il traffico di migranti è legge, ma il Pd si è scatenato nell\'ostruzionismo e alla fine non ha votato. Una linea schizofrenica, che sconfessa il successo del piano varato lo scorso anno dal ministro dell\'interno dem, Marco Minniti. Proprio lui aveva cominciato a inviare motovedette italiane alla Guardia costiera di Tripoli quando le condizioni dei migranti in Libia erano peggiori di oggi. Almeno adesso alcune Ong operano nei centri di detenzione governativi e l\'Onu ha aumentato uomini e fondi.
Il decreto legge è passato con 382 voti a favore compresi i voti di Forza Italia ed 11 contrari. Nelle prime righe si chiarisce che l\'operazione fa parte del Memorandum d\'intesa confermato dal premier di centro sinistra, Paolo Gentiloni con il premier libico Fayez al Serraj. E deriva ancora dagli accordi del governo Berlusconi del 2008 con il colonello Gheddafi. Ai libici verranno donate 12 motovedette (10 «unità navali CP», classe 500, in dotazione al Corpo delle capitanerie di porto e Guardia costiera; 2 da 27 metri, classe Corrubia, della Guardia di finanza). Il personale libico sarà addestrato per una spesa complessiva, compresa la rimessa in sesto delle unità, di 2.520.000 euro. Il tutto nel solco già tracciato da Minniti, che ha portato ad una drastica diminuzione degli arrivi dei migranti provenienti dalla Libia. Nonostante il filo comune i dem si sono astenuti in Commissione, durante l\'esame della legge, dove siedono lo stesso Matteo Renzi e soprattutto l\'ex ministro della Difesa, Roberta Pinotti che a Tripoli ha mandato una nave militare per aiutare la guardia costiera libica con le motovedette di Minniti ad arginare il traffico di migranti. Poi il Pd ha votato a favore al Senato, ma alla Camera è arrivato il contrordine «compagni».
In aula il relatore della legge, il leghista Eugenio Zoffili, ha apostrofato a male parole il deputato Pd Gennaro Migliore scatenando una bagarre.
Le parole d\'ordine dei Dem sono «umanità e sicurezza», dopo che i loro emendamenti sul «rispetto dei diritti umani» erano stati respinti. Un pretesto tenendo conto che proprio i diritti umani fanno parte del memorandum Gentiloni-Serraj fonte diretta del decreto trasformato in legge. E lo scorso anno il Pd non ha fatto tanto lo schizzinoso quando le prime motovedette venivano inviate a Tripoli su richiesta di Minniti, che metteva un freno anche alle Ong con il famoso «codice di condotta». Piero Fassino ha annunciato in aula che «non possiamo condividere, nè assecondare» la linea del governo colpevole di aver «criminalizzato Ong e associazioni umanitarie obbligandole a interrompere la loro azione di salvataggio e la conseguenza è l\'aumento dei morti in mare».
Sulle Organizzazioni non governative, il sottosegretario agli Esteri dei 5 Stelle, Manlio Di Stefano è quasi sulla stessa lunghezza d\'onda: il governo vuole «fermare i trafficanti, interrompere questo business dell\'immigrazione, che, sono d\'accordo, non riguarda le Ong», che per lo più «agiscono a fin di bene».Graziano del Rio, che fin dai tempi dell\'esecutivo Gentiloni remava contro Minniti quando controllava come ministro dei Trasporti la Guardia costiera, avrebbe voluto votare contro. Anche Matteo Orfini puntava alla giravolta totale, ma alla fine il Pd ha scelto una linea pilatesca non prendendo parte al voto. I «marziani» di +Europa e di Liberi e uguali si sono strappati le vesti agitando lo spauracchio di incostituzionalità del decreto per la solita, ipocrita, posizione ufficiale di Bruxelles sulla Libia porto «non sicuro» per i migranti.

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