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30 ottobre 2018 - Attualitą - Terrorismo - Il Giornale
A Tunisi donna kamikaze fa dieci feriti
Fausto Biloslavo
La bandiera nera dell\'Isis sventola sulla cupola della basilica di San Marco a Venezia. Una minaccia solo virtuale, per ora, con un fotomontaggio in rete, che fa comunque impressione. Nelle stesse ore vengono espulsi dall\'Italia due sospetti jihadisti ed una donna kamikaze si fa saltare in aria nel centro di Tunisi.
Site, il portale americano che traccia i video jihadisti, ha scoperto la minaccia in rete nei confronti di Venezia. Il fotomontaggio mostra un terrorista del Califfato di spalle con dei nastri di munizioni a tracolla, che osserva il Canal grande. Sullo sfondo si staglia la bandiera nera dell\'Isis, che sventola sulla basilica di San Marco simbolo della cristianità. Negli ultimi giorni lo Stato islamico ha rialzato al testa, almeno a livello di propaganda, pubblicando su internet altri fotomontaggi minacciosi che riguardano la Francia e gli Stati Uniti. In una delle immagini del terrore la Torre Eiffel, simbolo di Parigi, collassa colpita da un attentato. Fotomontaggi di questo genere non sono una novità, ma per l\'Italia l\'obiettivo principale è sempre stata Roma con il Vaticano. Per la prima volta Venezia viene presa di mira dalla propaganda jihadista. Sul terreno il Califfato è ridotto ad alcune sacche in Siria dopo le sconfitte subite con la liberazione di Sirte, Mosul e Raqqa, le «capitali» dell\'Isis.
Però ieri il terrorismo è tornato a colpire nel centro di Tunisi, tre anni dopo le stragi del museo del Bardo e della spiaggia di Sousse. Alle 13.55 una donna kamikaze si è fatta saltare in aria nel viale Habib Bourguiba. La terrorista sui 30 anni ha ucciso se stessa e ferito nove agenti ed un civile. Non indossava una cintura esplosiva, ma nascondeva una bomba artigianale. Secondo il ministero dell\'Interno tunisino, che non ha rivelato la sua identità, non era considerata un\'estremista. L\'attentato è avvenuto alla fine di una manifestazione di protesta per la morte di un adolescente coinvolto nel contrabbando crivellato di colpi dalla polizia.
Almeno 300 tunisine hanno aderito alla guerra santa nella confinante Libia sposando i mujaheddin dello Stato islamico. Diverse hanno giurato di farsi saltare in aria dopo la morte dei loro mariti, ma è la prima volta che una tunisina si fa esplodere nella capitale. Sui 3000 tunisini che hanno combattuto per il Califfato circa 800 sono tornati in patria. Non è un caso che ieri il Viminale ha annunciato l\'espulsione di due jihadisti dall\'Italia. Un algerino già finito in carcere per terrorismo e un tunisino di 25 anni. Quest\'ultimo è sbarcato a Lampedusa da un barcone lo scorso luglio dove era stato riconosciuto da una connazionale come volontario della guerra santa in Siria. Il ministro dell\'Interno, Matteo Salvini, ha aumentato le espulsioni, che negli ultimi dieci mesi sono 109. Una media di 11 al mese, più di un\'espulsione ogni tre giorni, in gran parte di tunisini.

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04 maggio 2010 | Spazio Radio | intervento
Terrorismo
Tutti i nemici dell'America
Rivoluzionari islamici nati su internet, terroristi della guerra santa fai da te, con qualche vacanza del terrore alle spalle in Pakistan, Yemen, Somalia o estremisti di destra sono i principali sospettati del fallito attentato a New York.

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