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13 agosto 2019 - Attualitą - Hong Kong - Il Giornale
Stop ai voli e Borsa gił, Hong Kong paralizzata La Cina accusa: terroristi
Fausto Biloslavo
I giovani «rivoluzionari» di Hong Kong, che si battono contro i mandarini comunisti cinesi, hanno bloccato l\'aeroporto internazionale dell\'hub finanziario asiatico, l\'ottavo al mondo come traffico. La borsa ha subito un mezzo tracollo cominciando dalla Cathay Pacific, la compagnia di bandiera dell\'ex colonia britannica, con un crollo iniziale del 10 per cento nel valore delle azioni. Gli imprenditori locali sono preoccupati per l\'influsso negativo sugli affari e negli ambienti filo Pechino si punta all\'intervento dell\'esercito.
«Scusate il disagio, ma stiamo combattendo per la sopravvivenza!», è uno degli slogan affissi da 5mila manifestanti nello scalo di Hong Kong, che ieri hanno imposto la cancellazione dei voli. Il traffico aereo dovrebbe riprendere questa mattina, ma il livello della protesta si sta inasprendo con quasi 500 arrestati e scontri sempre più duri con la polizia. Per la prima volta, Yang Guang, il portavoce di Pechino per Hong Kong e Macao, ha evocato lo spettro del terrorismo, preludio ad una reazione più dura delle autorità. «I manifestanti radicali di Hong Kong hanno ripetutamente usato strumenti estremamente pericolosi per attaccare i poliziotti» ha annunciato Yang. E poi ha specificato che «stanno iniziando ad apparire i primi segni di terrorismo». 
Molti dei ribelli dell\'aeroporto erano vestiti di nero e avevano un occhio bendato. Simbolo di protesta per la giovane di Hong Kong, che rischia di perdere un occhio dopo essere stata colpita da un proiettile di gomma sparato dagli agenti durante i tafferugli nel fine settimana. La polizia sta schierando i cannoni ad acqua e i manifestanti avrebbero cominciato a lanciare bottiglie molotov. 
Dopo le scuse calabraghiste dei big della moda, per avere infastidito Pechino su Hong Kong, Heather Parisi, residente dal 2011 nell\'ex colonia britannica si è schierata con i manifestanti. «Ci sono mille verità su quanto accade a Hong Kong e una sola certezza: migliaia di giovani sono disposti a sacrificare il loro futuro per un ideale. E questo ci dà immensa speranza», ha twittato la showgirl italo americana. Alla decima settimana di proteste l\'obiettivo non è più solo la legge sull\'estradizione verso la Cina ritirata di fronte alla rivolta popolare. La piazza, che riesce a mobilitare centinaia di migliaia di persone vuole le dimissioni di Carrie Lam, capo del governo locale fedele a Pechino e un\'inchiesta indipendente sull\'uso eccessivo della forza da parte della polizia. In realtà i manifestanti puntano anche a elezioni veramente libere (adesso il Consiglio che governa la città è di fatto controllato da Pechino) e ad un futuro non subordinato al Partito comunista cinese. 
La situazione è aggravata dai contraccolpi economici della protesta. L\'amministratore delegato della catena di alberghi che annovera anche il noto Peninsula Hotel dell\'hub finanziario paventa addirittura rischi per «la stabilità economica di Hong Kong nel suo complesso». Le aziende più importanti prevedono risultati in calo e gli imprenditori filo cinesi auspicano il pugno di ferro per stroncare la protesta. L\'esercito popolare cinese conta su una guarnigione di 6mila uomini, che ha già lanciato un monito con una recente esercitazione anti sommossa. Lo spettro peggiore è lo scenario Tienanmen, come nel 1989, quando i carri armati provocarono migliaia di morti fra gli studenti che chiedevano riforme nella principale piazza di Pechino. «Usano la minaccia di fare intervenire le forze armate per spaventare i manifestanti», spiega l\'esperto australiano di Cina, Ben Bland. «Tenendo conto dell\'alto livello di rischio operativo - sottolinea il ricercatore - oltre ai contraccolpi a livello di reputazione internazionale ed economici per Pechino, l\'uso dell\'esercito sarebbe una mossa estremamente pericolosa». Anche se una colonna di mezzi dellla polizia militare conese è partito con destinazione Shenzen, a ridosso di Hong Kong.