LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
[continua]


REPORTAGE
Cristiani
sotto tiro
in Egitto
IL CAIRO - La colonna di marmo bianco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo al Cairo è ancora flagellata dalle cicatrici delle schegge dell'attentato suicida. I copti cristiani in Egitto hanno voluto lasciarla così, per non dimenticare. L'esplosione ha fatto saltare in aria il tetto e ridotto a pezzi 29 fedeli compresi sei bambini, che stavano pregando l'11 dicembre 2016. «Noi cristiani sappiamo di essere sotto tiro e siamo pronti a morire per la nostra fede», racconta Maryam mostrando la foto che porta al collo di suo marito, il custode della chiesa, uno dei «martiri» dell'attacco jihadista.
continua


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I libri degli altri

imageAfghanistan-Italia Isaf 2001-2014

autore: Guido Picchio
editore: Picchio Libro fotografico
anno: 2015
pagine: 150
Mia moglie dice sempre che per me l’Afghanistan è una seconda patria. Forse ha ragione. La prima volta sono entrato nel paese al crocevia dell’Asia travestito da mujahed per raccontare l’invasione sovietica nel 1983. L’ultima poche settimane fa embedded con l’esercito afghano, che sopporterà l’urto dei talebani dopo il ritiro delle truppe della Nato. Dopo essere entrato fra i primi a Kabul liberata nel 2001, mai, neppure con la più fervida immaginazione, avrei pensato di veder sventolare il tricolore ad Herat e di seguire in tante avventure i nostri soldati. Solo adesso che tornano a casa mi rendo conto delle incredibili storie dei militari italiani raccolte in questi anni nei luoghi dai nomi esotici dove ho diviso tutto con loro come Bala Murghab, Farah, Bala Baluk, Bakwa, Delaram. Non dimenticherò il miracolato, un giovane paracadutista, con la gola trapassata da parte a parte da un proiettile talebano che è rimasto illeso. L’invincibile, un guastatore, paralizzato da una trappola esplosiva che ha cominciato, con grande coraggio, a combattere la battaglia più importante, quella per la vita. L’eroe, che non c’è più, ucciso in combattimento mentre copriva i compagni sparando a raffica. E come dimenticare quando con i soldati italiani sono saltato per aria su una famigerata Ied provando la brutale sensazione di una mano d’acciaio che ti piomba addosso dal nulla bloccando il blindato come se fosse una macchinetta giocattolo. I nostri hanno sputato sangue e sudore in Afghanistan sotto comandanti non sempre all’altezza, ma molti ragazzi in prima linea hanno imparato proprio da una missione così difficile a vivere veramente. Una sola domanda, che lascia a tutti i veterani dell’Afghanistan l’amaro in bocca, rimane ancora senza risposta: Abbiamo vinto o perso? Fausto Biloslavo





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