LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
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REPORTAGE
Polveriera libica
la bomba
dei migranti
GHARYAN - “Libertà, libertà” gridano in inglese i dannati rinchiusi nel centro di detenzione di Gharyan, 70 chilometri a sud di Tripoli, costruito dagli italiani al tempo del colonnello Gheddafi. Semi nudi, in un lezzo di carne umana sotto chiave, i migranti economici provenienti dall’Africa occidentale intercettati dai libici infilano le braccia fra le sbarre dell’ingresso dei capannoni-celle gesticolando come ossessi per attrarre l’attenzione. “Vogliamo tornare a casa. Viviamo come bestie in condizioni terribili con cibo scarso e cattivo, pochi vestiti, dormendo per terra” dicono tutti dal minorenne della Costa d’Avorio ai cristiani giunti dalla Nigeria, ai musulmani del Sudan.
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imageAttacco all'Ucraina

autore: Autori vari
editore: Sandro Teti
anno: 2015
pagine: 150
Il Battaglione Azov è un reparto fedele a Kiev che arruola, oltre ai locali, volontari europei provenienti da Italia, Svezia, Finlandia, Paesi Baltici e Francia. È sotto la supervisione del Ministero dell’Interno ucraino, fa parte della Guardia Nazionale Ucraina e si autodefinisce battaglione, pur non avendone i numeri. Quando ho incontrato i suoi circa 300 uomini, l’aria che tirava era immediatamente intuibile. Son of Odino recitava il tatuaggio di un ragazzo svedese. Un altro, un miliziano ucraino, portava fiero il soprannome di “Cesare”. Capito che ero italiano, alcuni giovani ucraini bramavano di raccontare quello che sapevano su Marinetti, D’annunzio e Mussolini. Potevo presumere che avessero il mito dell’impero romano e delle crociate. Molto meno che ricordassero le imprese di Marinetti con il Corpo di Spedizione Italiano in Russia, quando ormai in età avanzata fu impegnato anche nel bacino del Doneck. Insomma, uno sfoggio di storia novecentesca che pochi ragazzi italiani potrebbero permettersi.
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