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07 marzo 2026 - Esteri - Ucraina - Gente
Il Davide ucraino sta battendo il Golia russo?

All’alba del 24 febbraio 2022 sono stato svegliato dalla prime cannonate russe nel Donbass. Non lo dimenticherò mai. Tutti pensavano che l’armata di  Mosca sarebbe penetrata in Ucraina, come un coltello nel burro. Vladimir Putin aveva pianificato un mese di guerra, ma quattro anni non sono bastatati a conquistare neppure l’intero Donbass. Il piccolo Davide ucraino ha resistito, con le unghie e con i denti, al Golia russo. Non solo: dopo la ritirata ad un passo dalla periferia Nord di Kiev, l’orso invasore è stato ributtato indietro dagli ucraini, che hanno liberato con le armi il 50% del territorio occupato. Il nuovo Zar ha capito la lezione buttando nella mischia il doppio degli uomini. Quattro anni dopo ha l’iniziativa su tutta la line del fronte e martella quotidianamente l’Ucraina con missili e droni, ma controlla non più del 20% del paese che voleva ridurre ad uno stato vassallo. E vuole ancora il 16% dell’Oblast di Donetsk, che gli ucraini difendono fino all’ultimo uomo. La linea del Piave di Kramatorsk e Sloviansk, dove tutti iniziò, dopo la rivolta di Maidan, nel 2014. 
I russi avrebbero perso fra morti e feriti oltre 1 milione di soldati e gli ucraini meno della metà. Lo Zar forse riuscirà a tirare la zampata, con le buone o con le cattive, sull’ultimo lembo del Donbass ucraino, ma la sua sarà una “vittoria” di Pirro. Dopo avere rischiato la vita su tutti fronti di questo maledetto conflitto nel cuore dell’Europa, nel fango, nel ghiaccio, nel sangue con gli ucraini, spero solo che il quarto anno sia l’ultimo di guerra. 
Fausto Biloslavo

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20 luglio 2014 | Russia 1 | reportage
Gli uomini neri
La guerra civile in Ucraina sempre più sanguinosa e dimenticata schiera in prima linea un reparto fedele a Kiev, che arruola volontari europei provenienti da Italia, Svezia, Finlandia, paesi Baltici e Francia. Il battaglione Azov, accusato di simpatie naziste, sta combattendo con i suoi 250 uomini sul fronte orientale dell'Ucraina contro i ribelli filo russi. Una dozzina di volontari stranieri, che giurano di non venir pagati, hanno già prestato giuramento. Altri 24 stanno arrivando e su Facebook, il veterano francese della guerra in Croazia, Gaston Besson, ha lanciato da Kiev un appello all'arruolamento. Per giorni abbiamo seguito dalla base di Berdyansk, nell'est del paese, il battaglione Azov, che è sotto il controllo del ministero dell'Interno. Fra i volontari europei, l'italiano Francesco F. ha lasciato la vita da manager per combattere al fianco degli ucraini contro i ribelli filo russi. Il cecchino svedese, Mikael Skillt, uno dei pochi a parlare a viso scoperto, ha una taglia dei separatisti sulla testa. E fra loro c'è pure un russo che vorrebbe abbattere il governo di Mosca. Per il colore della divisa e la provenienza dall'estrema destra ucraina ed europea sono conosciuti come "gli uomini neri".

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03 marzo 2014 | TG5 | reportage
In Crimea ultimatum dei russi alle basi ucraine


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01 febbraio 2014 | MezziToni | reportage
Sulle barricate di Kiev
Piazza Maidan, l'Ucraina e le mille facce della rivolta contro il regime del presidente Viktor Yanukovich.

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radio

16 aprile 2014 | Radio IES | intervento
Ucraina
Una nuova Crimea


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27 marzo 2014 | La notte di radio uno | intervento
Ucraina
Crimea, i trenta giorni che sconvolsero l'Europa


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26 maggio 2014 | RadioVaticana | intervento
Ucraina
Il nuovo presidente ucraino e la guerra civile nell'Est
I rapporti con Mosca, la crisi economica, la secessione del Donbas e lo spettro della guerra civile sempre più sanguinosa.

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