LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
[continua]


REPORTAGE
La guerra
dimenticata
in Iraq
BAGHDAD - Nel buio pesto squarciato dai riflettori del posto di blocco si intravedono i militari iracheni in assetto di guerra. “Dovete aspettare una scorta. L’intelligence ha segnalato una possibile autobomba in questa zona” rivela un ufficiale di guardia. Ad un pugno di chilometri da Qaraqosh, che i cristiani della piana di Ninive chiamano “dono di Dio”, il dispiegamento di sicurezza è capillare in attesa, fra poche ore, dell’arrivo di Papa Francesco nella sua storica visita in Iraq.
continua

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image27 maggio 2021
Migranti in fuga dalla fame e dalle guerre La foto del bimbo morto ricoperto di sabbia fa parte della strategia delle Ong per accreditarsi ancora di più il loro impegno quali salvatori di migranti. Sicuramente hanno avuto la foto dai loro compari che operano in Libia. Il bambino è morto annegato come tanti altri a seguito di una mancata consegna di migranti alle Ong. Questa è la drammatica fine che fanno i migranti abbandonati in mare aperto che non riescono ad essere recuperati dalle Ong. Occorre sapere che la maggior parte dei migranti proviene dai paesi del centro africa. Gente povera e quindi senza soldi perché se li avessero non scapperebbero dalle loro case. Se sono senza soldi come fanno a raggiungere la Libia e poi a imbarcarsi sui gommoni per raggiungere l’Italia? Semplice! C’è qualcuno o qualche organizzazione che provvede a tutto. Gente molto facoltosa il cui scopo è quello di destabilizzare l’Europa. Forse per speculare finanziariamente o altro. I migranti per raggiungere le coste libiche devono percorrere migliaia e migliaia di chilometri attraverso il deserto del Sahara. Gente che a malapena conosce qualche chilometro di territorio fuori della propria casa come può pensare di arrivare in Libia (ammesso che conosca questa località). In passato chi voleva lasciare il proprio territorio e raggiungere la civiltà si nascondeva dentro le stive delle navi straniere che operavano nei porti africani. A nessuno veniva in mente di attraversare il Sahara. Quella di oggi è una nuova “tratta degli schiavi” come quella che portava un tempo i negri in America. Soltanto che ora vengono portati in Europa. Questa organizzazione ha creato una rete che va dal punto di raccolta alle Ong. A far girare bene il meccanismo sono i soldi altrimenti non si andrebbe da nessuna parte. In partenza ci sono coloro che con metodi convincenti raggruppano i disperati nei punti di raccolta. Si può azzardare anche l’idea che i bambini non accompagnati siano rapiti. Poi ci sono coloro che provvedono al viaggio attraverso il Sahara fino ad arrivare in Libia. La merce umana viene consegnata all’organizzazione del posto che provvede a sistemarla in attesa della spedizione via mare. Ovviamente qui non può non esserci anche la complicità delle autorità vocali che, ben remunerati, lasciano fare. A seguire ci sono i contatti con le Ong che aspettano davanti alle coste libiche il carico da trasportare in Italia. Le imbarcazioni delle Ong non potrebbero mai incrociare i gommoni senza essere stati avvisati con dati precisi dove andare a raccogliere i migranti. I gommoni strapieni di migranti che partono dalla Libia possono navigare fino a poche miglia fuori dalle acque territoriali e non potrebbero mai raggiungere ne Malta e ne tanto meno le coste italiane. Devono soltanto raggiungere le imbarcazioni delle Ong. Questi sono i salvataggi in mare che fanno le Ong! I salvataggi in mare sono tutt’altra cosa! E perché li portano solo in Italia? Perché qui hanno terreno facile grazie a partiti politici accondiscendi che da ciò traggono benefici economici. Basti pensare a i fiumi di denaro che girano attorno al business dell’accoglienza. E perché troviamo sempre donne incinte e bambini? Per commuovere e intenerire gli animi! Ed ecco allora che l’organizzazione fa una selezione accurata e ben studiata della merce umana da spedire. E’ mai pensabile che una donna incinta lasci spontaneamente la propria casa per andare verso l’ignoto? E come fanno dei bambini a lasciare le loro abitazioni? Si parla sempre che il costo da pagare per la traversata è di 1000/2000 dollari. Ma chi glieli da 1000/2000 dollari a questa gente? In quei luoghi chi possiede 1000/2000 dollari è un benestante. E il benestante non lascia il proprio mondo privandosi della propria ricchezza per una destinazione incerta. Questa è la pura e semplice realtà. Un meccanismo ben oliato che funziona da anni grazie anche a un’Europa cieca che fa finta di non capire.
Tito Cauchi


image24 dicembre 2020
Biloslavo IMBARAZZANTE! Asfaltato da Mazzucco! Sembravi un imbecille che come una pecora crede alla versione ufficiale senza farsi delle domande! E comunque, per precisare, il metodo scientifico è quello che usa Mazzucco, ovvero, se una cosa non torna la si analizza con dati e fatti! Dire “se non è successo così allora che cosa è successo?” non è un metodo! E sei giornalista! Io mi vergognerei fossi in te!
Claudio Cavanna


image24 dicembre 2020
Biloslavo IMBARAZZANTE! Asfaltato da Mazzucco! Sembravi un imbecille che come una pecora crede alla versione ufficiale senza farsi delle domande! E comunque, per precisare, il metodo scientifico è quello che usa Mazzucco, ovvero, se una cosa non torna la si analizza con dati e fatti! Dire “se non è successo così allora che cosa è successo?” non è un metodo! E sei giornalista! Io mi vergognerei fossi in te!
Claudio Cavanna


image09 novembre 2020
Gentile signore Biloslavo Ho letto poco fa il suo articolo che parla della simpatia del nuovo presidente americano verso Maresciallo Josip Broz Tito...vengo dal ex Jugislavia e sono nata 1963 allora il presidente Tito cera e non lo visuto come un dittatore. Vivo in Italia dal 1993 che è la mia nuova patria l'unica che ho,visto che il paese dove sono nata e cresciuta non esiste più. Ho vissuto la guerra sono stata profuga e sono scapata dalle stesse persone che ucidevano istriani e italiani e le dico che non centrano nulla con Tito. Sono estremisti sono più brutti individui che esistono sulla terra. Non posso chiamarli le persone....mi mancano le parole...mi scusi ma le prego come una madre una figlia...di non ucidere il passato di noi ex Jugosloveni nostalgici non buttare tutto il fango sul Tito non era colpa sua per quei masacri brutali..di sicuro è colpevole perché non era informato dei fatti ...sarebbe la stessa cosa se io adesso dico che per il masacro sulla mia Bosnia e Hercegovina è colpevole l'Europa...non era informata cosa stava sucedendo a Sarajevo Srebrenica Mostar Maglaj....mi fa male quando un giornalista scrive le cose che non sono vere. Non ho tempo di aspettare che la storia sarà scritta con tutta la verità però ho possibilità di scriverle e dirle almeno il mio pensiero. Le auguro buona giornata
Eldina Hrncic


image21 maggio 2020
Buongiorno sig. Biloslavo. Le scrivo qui perche', per problemi tecnici che non sono riuscito a risolvere nella sezione "contatti" del suo sito non avevo altra opzione. Le scrivo per chiederle gentilmente un contatto in relazione al mese dei Giornalisti italiani morti sul lavoro, con particolare riguardo a quanti, come lei, vivono questo mestiere sui fronti caldi del pianeta. Da umile collega all'estero, mi sarebbe piaciuto parlarne via Zoom con lei. Se volesse contattarmi al piu' presto, gliene sarei grato! Grazie mille in anticipo.
Marco Luciani Castiglia



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