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Scenari Italia
10 agosto 2017 - Esteri - Libia - Panorama
Onug Se il Palazzo di Vetro sconfessa Palazzo Chigi

Il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite è un ultrà dell’accoglienza? Sta forse dalla parte delle Organizzazioni non governative nel braccio di ferro con il nostro Paese? Sono preoccupazioni, queste, che il governo guidato da Paolo Gentiloni nutre seriamente. Nonostante i suoi portavoce rovescino acqua sul fuoco, l’ex premier portoghese António Guterres, ora all’Onu, ritiene infatti che l’accordo con la Libia prodotto dall’Italia non rispetti le norme internazionali sui rifugiati.

La cronaca, sfuggita ai più: il 20 giugno 2017, in occasione della «Giornata mondiale del rifugiato», il segretario generale delle Nazioni Unite ha indetto una conferenza stampa al Palazzo di Vetro a New York. A margine dell’incontro i giornalisti della Voce di New York, un portale d’informazione in italiano e inglese, gli hanno rivolto una specifica domanda sul mancato rispetto delle norme internazionali relative ai profughi da parte di Roma negli accordi con Tripoli. Guterres ha risposto che «sì, se l’accordo viene realizzato con un paese come la Libia, che al momento non è in grado di accogliere e rispettare i diritti dei rifugiati. Lo Stato che chiede un accordo del genere non rispetta le norme internazionali».

In seguito i portavoce del segretario dell’Onu hanno precisato che si riferiva al problema in termini generali, ma in realtà è sulla stessa linea delle Ong che si rifiutano di firmare il codice di condotta imposto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, e condannano l’accordo dell’Italia con la Libia. Non c’è da stupirsi tenendo conto che Guterres ha ricoperto per dieci anni, fino al 2015, la carica di Alto commissario dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati - che si è ingigantita a dismisura sotto il suo mandato.  

Proprio il segretario generale ha puntato ad allargare il campo della protezione dell’Unhcr parlando genericamente di «gente in movimento». In quest’ottica è molto vicino alla linea dettata da Papa Francesco. Anzi, vuole anche organizzare per il 2018 una grande conferenza dell’Onu su rifugiati e migranti economici con l’obiettivo, neanche tanto celato, di metterli sullo stesso piano. (Fausto Biloslavo)


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25 aprile 2012 | Uno Mattina | reportage
Italia-Libia, un anno dopo non solo petrolio
Un anno dopo l’inizio dei bombardamenti della Nato in Libia l’Italia torna a Tripoli con due navi militari. La missione della nostra Marina rinsalda i rapporti fra i due paesi dopo la rivolta che ha fatto crollare il regime del colonnello Gheddafi. Rida Eljasi durante la rivolta era un intreprete dei giornalisti italiani con l’avallo del regime. Fra le macerie di Bab al Azizya, l’ex roccaforte di Gheddafi a Tripoli, racconta, come in realtà, facesse la spia per i ribelli. E queste sono le immagini dei bombardamenti del bunker di Gheddafi che Rida ci forniva. Nella nuova Libia non c’è solo il petrolio. A quaranta minuti di macchina da Tripoli le bombe della Nato hanno evitato lo stabilimento di elicotteri italo-libico messo in piedi dall’Agusta Westland. E adesso i libici vogliono tornare velocemente a lavorare sugli elicotteri come spiega il giovane ingegnere Abdul Rahman. Abbiamo conosciuto Samira Sahli, che lavora per la banca Unicredit, in questa manifestazione di protesta in piazza Algeria a Tripoli repressa da Gheddafi a raffiche di mitra. Un anno dopo la ritroviamo nella stessa piazza. I controllori di volo italiani dell’Enav sono sbarcati a Bengasi e Tripoli per aiutare i loro colleghi libici a riaprire lo spazio aereo. Con la guerra l’Italia ha perso oltre 30 milioni di euro di diritti per mancati sorvoli perchè gli aerei passeggeri dovevano aggirare la Libia. Nonostante le elezioni previste il 23 giugno, Tripoli e gran parte della Libia sono in mano alle milizie. Ai posti di blocco spariscono, ancora oggi, gli ex sostenitori di Gheddafi, anche se non sono ricercati. Pseudo bande di “rivoluzionari” usano la scusa dell’arresto per poi liberarli in cambio di un riscatto.

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04 aprile 2011 | TG4 | reportage
Diario dalla Libia in fiamme
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05 aprile 2011 | TGCOM | reportage
I video choc dei prigionieri
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06 marzo 2011 | Panorama | intervento
Libia
Diario dalla Libia
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08 marzo 2011 | Panorama | intervento
Libia
Diario dalla Libia
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18 marzo 2011 | Radio Capodistria | intervento
Libia
IL vaso di pandora
IL vaso di pandora

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26 agosto 2011 | Radio Città Futura | intervento
Libia
I giornalisti italiani rapiti a Tripoli


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12 maggio 2011 | Nuova spazio radio | intervento
Libia
Che fine ha fatto Gheddafi?
Il colonnello Gheddafi è morto, ferito oppure in perfetta forma, nonostante le bombe, e salterà fuori con la sua ennesima e prolissa apparizione televisiva? Il dubbio è d’obbligo, dopo i pesanti bombardamenti di Tripoli. Ieri è ricomparaso brevemente in un video girato durante un incontro, all'insaputa dei giornalisti, nell'hotel di Tripoli che ospita la stampa internazionale.

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