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Articolo
31 agosto 2019 - Il fatto - Italia - Il Giornale |
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| La Trenta fa l’ambientalista per conservare la poltrona |
Fausto Biloslavo Svolta «verde» al ministero della Difesa. Il ministro Elisabetta Trenta sbandiera la «vittoria» ambientalista delle Forze armate italiane. Dopo il Piave, El Alamein e il sangue e sudore versato nelle missioni all\'estero negli ultimi decenni viene annunciata trionfalmente la certificazione di «base verde» per il nostro distaccamento logistico a Gibuti. Trenta in versione ecologista ne parla addirittura alla riunione dei ministri della Difesa ad Helsinki del 28 e 29 agosto. Uno dei temi era il cambiamento climatico, ma nell\'ottica di nuove tensioni, conflitti e migrazioni, che potrebbe provocare nel sud del mondo. Non di pannelli solari e gestione delle acque di scarico di un piccolo distaccamento. Il certificato del ministro dell\'ambiente di Gibuti di «base verde» è una medaglia di latta. E trasformarla in una bandiera al vertice di Helsinki, dove sul tappeto c\'era il nodo della nascente Difesa europea, è a dir poco imbarazzante. Soprattutto se teniamo conto dei problemi ben più gravi sul tavolo del ministro della Difesa a cominciare dal bilancio delle Forze armate in vista di una finanziaria lacrime e sangue. E la distanza siderale dal 2% del Pil previsto per tutta la Nato. Prima di base verde a Gibuti il ministro dovrebbe parlare di più delle missioni come quella afghana dove stanno tornando i talebani. Negli ultimi tempi una decina di attacchi hanno riguardato da vicino i resti del nostro contingente, ma l\'argomento, poco ambientalista, è tabù. Oppure Trenta dovrebbe farci sapere che fine farà l\'operazione mezza defunta in Niger, che doveva servire a tamponare la frontiera con la Libia porta d\'ingresso dei migranti. Non siamo neanche riusciti ad ottenere dal governo locale la concessione del terreno per costruire la nostra base. Prima sarebbe meglio per le Forze armate avere mezzi nuovi, più soldi per l\'addestramento e per il soldato del futuro. Dopo si può pensare alla campagna «verde», che prende spunto dalla moda del momento lanciata dall\'ultima eroina radical chic, Greta Thunberg. Dai fiori nei cannoni al «soldato ecologico», che interviene senza sporcare, al posto del ruolo combat di un esercito degno di questo nome. La sparata verde di Trenta è in linea con il programma ambientalista giallorosso del Conte bis nella speranza di restare attaccata alla poltrona se nascerà un nuovo esecutivo. Ben più serio e grave l\'accenno da Helsinki alla missione Sophia. «Ne ho parlato con il ministro tedesco su come riattivarla» ha dichiarato il capitano della riserva selezionata al vertice della Difesa. In nome del nuovo corso targato Pd ed estrema sinistra, Trenta vuole ricominciare a usare le navi militari per fare sbarcare i migranti in Italia. |
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18 ottobre 2010 | La vita in diretta - Raiuno | reportage
L'Islam nelle carceri
Sono circa 10mila i detenuti musulmani nelle carceri italiane. Soprattutto marocchini, tunisini algerini, ma non manca qualche afghano o iracheno. Nella stragrande maggioranza delinquenti comuni che si aggrappano alla fede per sopravvivere dietro le sbarre.
Ma il pericolo del radicalismo islamico è sempre in agguato.
Circa 80 detenuti musulmani con reati di terrorismo sono stati concentrati in quattro carceri: Macomer, Asti, Benevento e Rossano.
Queste immagini esclusive mostrano la preghiera verso la Mecca nella sezione di Alta sicurezza 2 del carcere sardo di Macomer. Dove sono isolati personaggi come il convertito francese Raphael Gendron arrestato a Bari nel 2008 e Adel Ben Mabrouk uno dei tre tunisini catturati in Afghanistan, internati a Guantanamo e mandati in Italia dalla Casa Bianca.
“Ci insultano per provocare lo scontro dandoci dei fascisti, razzisti, servi degli americani. Una volta hanno esultato urlando Allah o Akbar, quando dei soldati italiani sono morti in un attentato in Afghanistan” denunciano gli agenti della polizia penitenziaria.
Nel carcere penale di Padova sono un centinaio i detenuti comuni musulmani che seguono le regole islamiche guidati dall’Imam fai da te Enhaji Abderrahman
Fra i detenuti comuni non mancano storie drammatiche di guerra come quella di un giovane iracheno raccontata dall’educatrice del carcere Cinzia Sattin, che ha l’incubo di saltare in aria come la sua famiglia a causa di un attacco suicida.
L’amministrazione penitenziaria mette a disposizione degli spazi per la preghiera e fornisce il vitto halal, secondo le regole musulmane.
La fede nell’Islam serve a sopportare la detenzione. Molti condannano il terrorismo, ma c’è anche dell’altro....
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26 agosto 2023 | Tgcom24 | reportage
Emergenza migranti
Idee chiare sulla crisi dagli sbarchi alla rotta balcanica.
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10 giugno 2008 | TG3 regionale | reportage
Gli occhi della guerra.... a Bolzano /1
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, non dimentica i vecchi amici scomparsi. Il 10 giugno ha visitato a Bolzano la mostra fotografica “Gli occhi della guerra” dedicata ad Almerigo Grilz. La mostra è stata organizzata dal 4° Reggimento alpini paracadutisti. Gli ho illustrato le immagini forti raccolte in 25 anni di reportage assieme ad Almerigo e Gian Micalessin. La Russa ha ricordato quando "sono andato a prendere Fausto e Almerigo al ritorno da uno dei primi reportage con la mia vecchia 500 in stazione a Milano. Poco dopo li hanno ricoverati tutti e due per qualche malattia". Era il 1983, il primo reportage in Afghanistan e avevamo beccato l'epatite mangiando la misera sbobba dei mujaheddin, che combattevano contro le truppe sovietiche.
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03 giugno 2019 | Radio Scarp | intervento |
Italia
Professione Reporter di Guerra
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