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Articolo
27 giugno 2021 - Interni - Italia - Il Giornale |
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| L’Ue invoca maggiore umanità coi migranti In Italia nell’ultimo anno il triplo di arrivi |
E mentre in tutta Italia, da Milano a Roma, sfilano le voci lgbt della piazza a favore del ddl Zan, il dibattito sulla discussa legge contro l\\\'omotransbifobia si fa sempre più acceso. L\\\'ultimo fine settimana di giugno coincide, infatti, con il culmine degli eventi del Pride month che hanno portato a incontri e dibattiti per tutto il mese. Tra gli slogan scanditi «vogliamo i nostri diritti», «L\\\'Italia è uno Stato laico, Vaticano Stato invasore», poi una «biciclettata arcobaleno» per culminare con il mega evento all\\\'Arco della Pace a Milano dove il sindaco Giuseppe Sala lancia un monito: «Il tempo è scaduto, penso che se pure ci fosse il rischio della conta è un rischio che correrei perché se no continuiamo a tirarla lunga. Approviamolo in fretta». Il relatore dem Alessandro Zan paragona il provvedimento in cantiere con la riforma del Fisco e quella sulla Giustizia. E va pure oltre aggiungendo che anche da noi abbiamo un politico come Orbàn. «Dicono che bisogna dialogare - osserva - anche con la destra, ma avete idea di che destra abbiamo nel Paese? Orban ce lo abbiamo a casa nostra. Quando sento Salvini che manda i messaggi a Letta» e lui mostra perplessità, «lo capisco». Il segretario del Pd incalza: «Finora la Lega ha tenuto comportamenti finalizzati all\\\'affossamento e alla cancellazione del ddl. I numeri ci sono Parlamento, ci sono stati nel primo passaggio e ci sono nel secondo. Andiamo in Parlamento e vedremo». Zan insiste: «L\\\'Italia è l\\\'unico Paese europeo che non si è ancora dotato di una legge che combatta le discriminazioni e le violenze». E, ancora, sul Vaticano: «C\\\'è stata un\\\'invasione di campo che mi ha sorpreso. Il testo che abbiamo approvato alla Camera a larghissima maggioranza va incontro a tantissime diverse sensibilità in particolare a quelle del mondo cattolico». Il leader di Iv, Matteo Renzi, ovviamente, non si sottrae alla polemica: «Una legge contro l\\\'omofobia è necessaria, gli uomini di buona volontà un accordo lo possono trovare» Il candidato sindaco di Roma, Carlo Calenda a ruota: «La Chiesa ha diritto di dire la sua, ma se cerca di impedire un processo legislativo, questo tentativo va respinto». La Lega, tramite, Andrea Ostellari, presidente della Commissione Giustizia del Senato risponde con diplomazia: «Penso che possa essere migliorata. Ora c\\\'è una grande occasione. Con pazienza si può arrivare a un buon testo, allargare il consenso, ottenere un\\\'ampia maggioranza. Oppure si può, legittimamente, scegliere di accelerare, come ha intenzione di fare il Pd, ma rischiando di vederlo bocciare in aula, di creare divisioni. Trattiamo. La buona volontà c\\\'è. La scelta è loro». Forza Italia interviene con la voce del coordinatore Antonio Tajani: «Il ddl Zan non ci piace per alcuni motivi: il reato d\\\'opinione e la Giornata dell\\\'omotransfobia nelle scuole. Le famiglie devono essere libere di scegliere quando parlare di sessualità e non deve essere imposto dallo Stato, a scuola. Mi auguro che la sinistra voglia trovare un accordo, perché se così non fosse e non cambiano posizione, vorrebbe dire che vogliono spaccare su un tema non prioritario. E come dice Renzi, non credo ci sia una maggioranza per far passare il ddl Zan». Infine, il senatore Maurizio Gasparri, componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia, mette in guardia dalle «rilevanti conseguenze che ci potrebbero essere a causa di un atteggiamento irresponsabile. E anche Mattarella deve vigilare sulle palesi incostituzionalità di alcuni articoli di questa legge che non gli consentirebbero di firmarla senza compiere un vero e proprio oltraggio alla Costituzione». |
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24 novembre 2015 | Rai 1 Storie vere | reportage
Terrorismo in Europa
Dopo gli attacchi di Parigi cosa dobbiamo fare per estirpare la minaccia in Siria, Iraq e a casa nostra
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03 febbraio 2012 | UnoMattina | reportage
Il naufragio di nave Concordia e l'allarme del tracciato satellitare
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11 novembre 2008 | Centenario della Federazione della stampa | reportage
A Trieste una targa per Almerigo Grilz e tutti i caduti sul fronte dell'informazione
Ci sono voluti 21 anni, epiche battaglie a colpi di articoli, proteste, un libro fotografico ed una mostra, ma alla fine anche la "casta" dei giornalisti triestini ricorda Almerigo Grilz. L'11 novembre, nella sala del Consiglio comunale del capoluogo giuliano, ha preso la parola il presidente dell'Ordine dei giornalisti del Friuli-Venezia Giulia, Pietro Villotta. Con un appassionato discorso ha spiegato la scelta di affiggere all'ingresso del palazzo della stampa a Trieste una grande targa in cristallo con i nomi di tutti i giornalisti italiani caduti in guerra, per mano della mafia o del terrorismo dal 1945 a oggi. In rigoroso ordine alfabetico c'era anche quello di Almerigo Grilz, che per anni è stato volutamente dimenticato dai giornalisti triestini, che ricordavano solo i colleghi del capoluogo giuliano uccisi a Mostar e a Mogadiscio. La targa è stata scoperta in occasione della celebrazione del centenario della Federazione nazionale della stampa italiana. Il sindacato unico ha aderito all'iniziativa senza dimostrare grande entusiasmo e non menzionando mai, negli interventi ufficiali, il nome di Grilz, ma va bene lo stesso. Vale la pena dire: "Meglio tardi che mai". E da adesso speriamo veramente di aver voltato pagina sul "buco nero" che ha avvolto per anni Almerigo Grilz, l'inviato ignoto.
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25 maggio 2010 | Spazio Radio - Radio 1 | intervento |
Italia
L'Islam nelle carceri italiane
In Italia su oltre 23mila detenuti stranieri, 9840 risultano musulmani, secondo i dati ufficiali. Almeno seimila, però, non si sono dichiarati. Il rapporto di 364 pagine, “La radicalizzazione jihadista nelle istituzioni penitenziarie europee”, realizzato dall’esperto di Islam nella carceri, Sergio Bianchi, ne indica 13mila.
In Italia ci sono circa 80 islamici dietro le sbarre per reati connessi al terrorismo. Dal 2009 li hanno concentrati in quattro istituti di pena: ad Asti, Macomer, Benevento e Rossano. Nel carcere di Opera, invece, sono arrivati Adel Ben Mabrouk, Nasri Riadh e Moez Abdel Qader Fezzani, ex prigionieri di Guantanamo. Chi li controlla ogni giorno racconta che parlano in italiano. La guerra santa in Afghanistan l’hanno abbracciata dopo aver vissuto come extracomunicatori nel nostro paese. Non si possono incontrare fra loro e vivono in celle singole. Pregano regolarmente con molta devozione e hanno mantenuto i barboni islamici.
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03 giugno 2019 | Radio Scarp | intervento |
Italia
Professione Reporter di Guerra
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15 marzo 2018 | Radio Radicale | intervento |
Italia
Missioni militari e interesse nazionale
https://www.radioradicale.it/scheda/535875/missioni-militari-e-interesse-nazionale
Convegno "Missioni militari e interesse nazionale", registrato a Roma giovedì 15 marzo 2018 alle 09:23. L'evento è stato organizzato da Center for Near Abroad Strategic Studies. Sono intervenuti: Paolo Quercia (Direttore del CeNASS, Center for Near Abroad Strategic Studies), Massimo Artini (vicepresidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati, Misto - Alternativa Libera (gruppo parlamentare Camera)), Fausto Biloslavo (giornalista, inviato di guerra), Francesco Semprini (corrispondente de "La Stampa" da New York), Arije Antinori (dottore di Ricerca in Criminologia ed alla Sicurezza alla Sapienza Università di Roma), Leonardo di marco (generale di Corpo d'Armata dell'Esercito), Fabrizio Cicchitto (presidente della Commissione Affari esteri della Camera, Area Popolare-NCD-Centristi per l'Europa). Tra gli argomenti discussi: Difesa, Esercito, Esteri, Forze Armate, Governo, Guerra, Informazione, Italia, Ministeri, Peace Keeping, Sicurezza. La registrazione video di questo convegno ha una durata di 2 ore e 46 minuti. Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio
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03 gennaio 2011 | Radio Capodistria - Storie di bipedi | intervento |
Italia
Gli occhi della guerra
Le orbite rossastre di un bambino soldato, lo sguardo terrorizzato di un prigioniero che attende il plotone di esecuzione, l’ultimo rigagnolo di vita nelle pupille di un ferito sono gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage di prima linea.
Dopo l’esposizione in una dozzina di città la mostra fotografica “Gli occhi della guerra” è stata inaugurata a Trieste. Una collezione di immagini forti scattate in 25 anni di reportage da Fausto Biloslavo, Gian Micalessin e Almerigo Grilz, ucciso il 19 maggio 1987 in Mozambico, mentre filmava uno scontro a fuoco. La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 20 gennaio, è organizzata dall’associazione Hobbit e finanziata dalla regione Friuli-Venezia Giulia. L’esposizione è dedicata a Grilz e a tutti i giornalisti caduti in prima linea. Il prossimo marzo verrà ospitata a Bruxelles presso il parlamento europeo.Della storia dell'Albatross press agency,della mostra e del libro fotografico Gli occhi della guerra ne parlo a Radio Capodistria con Andro Merkù.
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20 giugno 2017 | WDR | intervento |
Italia
Più cittadini italiani con lo ius soli
Estendere la cittadinanza italiana ai bambini figli di stranieri? È la proposta di legge in discussione in Senato in questi giorni. Abbiamo sentito favorevoli e contrari.
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