LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
[continua]


REPORTAGE
La meglio gioventù
in prima linea
contro il virus
“L’ambulanza arriva con un paziente colpito da infarto, come non contagiato. E’ grave e bisogna fare di tutto per salvarlo. Assieme al medico interveniamo subito, ma al primo controllo ci rendiamo conto che ha i segni del virus sui polmoni” racconta a Panorama, Giovanni Buttignon, 22 anni. Il giovane infermiere si è laureato il 18 novembre e sei giorni dopo era già in prima linea al pronto soccorso dell’ospedale di Gorizia. Il 9 dicembre si trova di fronte il paziente positivo pensando che non lo fosse. “Il brivido lungo la schiena lo senti subito. Mi sono aggrappato all’idea che ci vogliono 15 minuti per venire infettati. Eravamo ancora in tempo - spiega il giovanissimo infermiere - Alla velocità della luce ci siamo infilati tute e protezioni per continuare a stabilizzarlo, ma purtroppo il paziente non ce l’ha fatta”.
continua

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image24 dicembre 2020
Biloslavo IMBARAZZANTE! Asfaltato da Mazzucco! Sembravi un imbecille che come una pecora crede alla versione ufficiale senza farsi delle domande! E comunque, per precisare, il metodo scientifico è quello che usa Mazzucco, ovvero, se una cosa non torna la si analizza con dati e fatti! Dire “se non è successo così allora che cosa è successo?” non è un metodo! E sei giornalista! Io mi vergognerei fossi in te!
Claudio Cavanna


image24 dicembre 2020
Biloslavo IMBARAZZANTE! Asfaltato da Mazzucco! Sembravi un imbecille che come una pecora crede alla versione ufficiale senza farsi delle domande! E comunque, per precisare, il metodo scientifico è quello che usa Mazzucco, ovvero, se una cosa non torna la si analizza con dati e fatti! Dire “se non è successo così allora che cosa è successo?” non è un metodo! E sei giornalista! Io mi vergognerei fossi in te!
Claudio Cavanna


image09 novembre 2020
Gentile signore Biloslavo Ho letto poco fa il suo articolo che parla della simpatia del nuovo presidente americano verso Maresciallo Josip Broz Tito...vengo dal ex Jugislavia e sono nata 1963 allora il presidente Tito cera e non lo visuto come un dittatore. Vivo in Italia dal 1993 che è la mia nuova patria l'unica che ho,visto che il paese dove sono nata e cresciuta non esiste più. Ho vissuto la guerra sono stata profuga e sono scapata dalle stesse persone che ucidevano istriani e italiani e le dico che non centrano nulla con Tito. Sono estremisti sono più brutti individui che esistono sulla terra. Non posso chiamarli le persone....mi mancano le parole...mi scusi ma le prego come una madre una figlia...di non ucidere il passato di noi ex Jugosloveni nostalgici non buttare tutto il fango sul Tito non era colpa sua per quei masacri brutali..di sicuro è colpevole perché non era informato dei fatti ...sarebbe la stessa cosa se io adesso dico che per il masacro sulla mia Bosnia e Hercegovina è colpevole l'Europa...non era informata cosa stava sucedendo a Sarajevo Srebrenica Mostar Maglaj....mi fa male quando un giornalista scrive le cose che non sono vere. Non ho tempo di aspettare che la storia sarà scritta con tutta la verità però ho possibilità di scriverle e dirle almeno il mio pensiero. Le auguro buona giornata
Eldina Hrncic


image21 maggio 2020
Buongiorno sig. Biloslavo. Le scrivo qui perche', per problemi tecnici che non sono riuscito a risolvere nella sezione "contatti" del suo sito non avevo altra opzione. Le scrivo per chiederle gentilmente un contatto in relazione al mese dei Giornalisti italiani morti sul lavoro, con particolare riguardo a quanti, come lei, vivono questo mestiere sui fronti caldi del pianeta. Da umile collega all'estero, mi sarebbe piaciuto parlarne via Zoom con lei. Se volesse contattarmi al piu' presto, gliene sarei grato! Grazie mille in anticipo.
Marco Luciani Castiglia


image21 maggio 2020
Buongiorno sig. Biloslavo. Le scrivo qui perche', per problemi tecnici che non sono riuscito a risolvere nella sezione "contatti" del suo sito non avevo altra opzione. Le scrivo per chiederle gentilmente un contatto in relazione al mese dei Giornalisti italiani morti sul lavoro, con particolare riguardo a quanti, come lei, vivono questo mestiere sui fronti caldi del pianeta. Da umile collega all'estero, mi sarebbe piaciuto parlarne via Zoom con lei. Se volesse contattarmi al piu' presto, gliene sarei grato! Grazie mille in anticipo.
Marco Luciani Castiglia



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