LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
[continua]


REPORTAGE
Mosul
sotto il fuoco
del Califfo
MOSUL - Al mattino verso le 7 ci accorgiamo del fumo scuro che si alza fuori dalla finestra. Tutti dormono sul pavimento, dopo una notte di scontri. Il tenente Hassan Kazhim Faraj è attaccato alla radio, ma non si accorge di niente. “Cos’è questo fumo?”, chiediamo all’ufficiale, che interpella le vedette sui tetti. “Daesh (Stato islamico nda) ha dato fuoco alla casa davanti. Forse per non farsi vedere dai droni” rispondono. Un attimo dopo inizia l’inferno a colpi di bombe a mano, raffiche incessanti e razzi Rpg.
continua


image


Immigrazione S.p.A.

autore: Fausto Biloslavo e altri
editore: Il Giornale
anno: 2015
pagine: 120
Sicilia confine d’Europa Fausto Biloslavo e Valentina Raffa Sbarchi e ancora sbarchi. È una marea umana quella che si sta riversando sulle nostre coste. Uno tsunami che ha investito l’Italia, ma la sua furia anziché scemare sembra acquistare vigore, alimentata da un lato dalla cieca, insensata e monotematica politica dell’accoglienza a tutti i costi e, dall’altro, dal business della tratta di esseri umani. Il fronte siciliano, confine d’Europa, è il più esposto del nostro paese. Dal primo gennaio 2014 al 20 giugno di quest’anno sbarcano in Sicilia, in gran parte soccorsi dalle navi della Marina militare, 142.942 migranti. [continua]


Attacco all'Ucraina

autore: Autori vari
editore: Sandro Teti
anno: 2015
pagine: 150
Il Battaglione Azov è un reparto fedele a Kiev che arruola, oltre ai locali, volontari europei provenienti da Italia, Svezia, Finlandia, Paesi Baltici e Francia. È sotto la supervisione del Ministero dell’Interno ucraino, fa parte della Guardia Nazionale Ucraina e si autodefinisce battaglione, pur non avendone i numeri. Quando ho incontrato i suoi circa 300 uomini, l’aria che tirava era immediatamente intuibile. Son of Odino recitava il tatuaggio di un ragazzo svedese. Un altro, un miliziano ucraino, portava fiero il soprannome di “Cesare”. Capito che ero italiano, alcuni giovani ucraini bramavano di raccontare quello che sapevano su Marinetti, D’annunzio e Mussolini. [continua]


I nostri marò

autore: Fausto Biloslavo e Riccardo Pelliccetti
editore: Giornale.it
anno: 2013
pagine: 140
TONI CAPUOZZO
  Confesso di non essere mai riuscito a seguire questa storia con quel po’ di distacco che il giornalismo autentico richiede. Il fatto è che conosco da tempo uno dei due protagonisti, Massimiliano La Torre. Lo conosco dai giorni in cui, a Kabul, stavo girando un servizio sul lavoro dei nostri elicotteristi, che avevano base in un angolo dell’aeroporto. Io e l’operatore Salvo La Barbera alloggiavamo in una stanza gelida della caserma in fondo alla Jalalabad Road, dall’altra parte della città. [continua]


Il TESORO DEI PIRATI

autore: Fausto Biloslavo e Paolo Quercia
editore: Rivista Marittima
anno: 2013
pagine: 108
La pirateria ritorna in auge ogni qualvolta vi siano delle carenze nell’esercizio della Sovranità sulle coste in cui si annidano i pirati, un livello insopportabile di miseria e un giro di affari illeciti così appetibile che porti gli aspiranti a condurre attività di pirateria, a decidere di rischiare la propria vita e libertà personale nell’abbordare il traffico marittimo internazionale. [continua]


Gli occhi della guerra

autore: Fausto Biloslavo Gian Micalessin Almerigo Grilz
editore: emme&emme
anno: 2007
pagine: 98
Le orbite rossastre di un bimbo soldato che ha già visto troppo, lo sguardo terrorizzato di un prigioniero che si aspetta il plotone di esecuzione, l’ultimo rigagnolo di vita nelle pupille di un ferito. Sono gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea.
Ma gli occhi della guerra siamo anche noi, giornalisti, fotografi, cineoperatori fatalmente attratti da conflitti esotici, dimenticati o alle porte di case. Talvolta non sappiamo starne lontani a lungo, perché reportage e guerre non sono più solo un mestiere, ma anche la nostra vita e talvolta la nostra dannata, maledetta passione. [continua]


Le lacrime di Allah

autore: Fausto Biloslavo
editore: Mondadori
anno: 2002
pagine: 145
Chi l'avrebbe mai detto che ero solo all'inizio di tanti reportage al crocevia dell'Asia e di un lungo rapporto di odio e amore con un paese martoriato da oltre vent'anni di guerre, un milione e mezzo di morti e sei milioni di rifugiati: un fiume di sangue e di dolore. Se mai Allah avesse pianto, le sue lacrime sarebbero cadute sull'Afghanistan. [continua]


Prigioniero in Afghanistan

autore: Fausto Biloslavo
editore: Sugarco Edizioni
anno: 1989
pagine: 189
Entrato clandestino in Afghanistan, Fausto Biloslavo trascorre quattro mesi dall'agosto al novembre '87, a fianco dei partigiani islamici, testimone oculare di una fase dello spietato conflitto contro i russi che ha causato quasi un milione di morti dall'invasione del Natale del '79.
In un paesaggio la cui bellezza è violata dalle mille tracce impresse sul terreno da questa guerra spietata, Biloslavo incontra alcuni dei mitici capi della resistenza afghana, condivide con la popolazione civile pericoli e stenti, partecipa a scontri armati tra governativi e mujaheddin, finchè mentre sta per tornare in Pakistan, viene catturato. [continua]


I libri degli altri


Guerra di propaganda

autore: a cura di Claudio Melchior e Antonella Pocecco
editore: Forum
anno: 2016
pagine: 160
Guerra dell'informazione alla Libia all'Ucraina, fino alle bandiere nere ed i tabù delle nostre missioni all'estero Le mie riflessioni si basano sull'esperienza personale, che cercherò di illustrare anche mediante immagini che ho realizzato sui fornti più caldi, dove spesso sono incappato nella guerra dell'informazione e della disinformazione. [continua]


La spirale balcanica

autore: Giovanni Giacalone
editore: Il Giornale
anno: 2016
pagine: 160
Le bandiere nere sventolano alle porte di casa nostra, nella vicina Bosnia, ben più vicine rispetto alle coste libiche. In piccoli villaggi che sembrano isolati dal resto del mondo si annida il morbo della guerra santa, che spinge i più giovani a partire per arruolarsi nei ranghi del Califfato o di altri gruppi del terrore. Molti si offrono volontari per gli attentati suicidi, come Emrah Fojnica, 23 anni, nome di battaglia Khattab, che si è fatto saltare in aria in Iraq. [continua]


Non perdiamo la testa

autore: 10 autori
editore: Controcorrente il Giornale
anno: 2015
pagine: 128
Da Bin Laden al Califfo, da Al Qaida a Isis. Tredici anni dopo l'11 settembre, l'Occidente che si era illuso di poter convivere pacificamente con l'Islam ha riscoperto il terrore dell'estremismo, ma ha rinunciato a combattere. “Voi occidentali avete abbandonato l’Afghanistan, ma non vi rendete conto che nel nostro paese sta crescendo il terrorismo e minaccerà le vostre città”. Una frase preveggente del leggendario comandante Ahmad Shah Massoud in un’intervista in tempi non sospetti del 1998. Il Che Guevara afghano combatteva dimenticato da tutti nell’ultima ridotta nel nord est contro i talebani che avevano conquistato Kabul e gran parte del paese. [continua]


Lezioni di giornalismo

autore: Virginia Di Marco
editore: Mursia
anno: 2015
pagine: 280
Di questo, e di tante altre cose, parliamo con uno dei principali inviati al fronte italiani, che è anche uno dei pochissimi freelance di successo: Fausto Biloslavo. Come hai capito che volevi fare l’inviato? Quando ancora portavo i calzoni corti – ero alle superiori, io ho fatto il nautico – avevo tre pulsioni: girare il mondo, ricercare un pizzico avventura e riuscire a farlo scrivendo e fotografando. Questo mi ha spinto ad andare a raccontare le guerre. Ho iniziato con due colleghi, anche loro giovanissimi e triestini come me: Gian Micalessin e Almerigo Grilz. Nel 1982 abbiamo seguito l’invasione israeliana del Libano. Io avevo 21 anni. [continua]


Isis segreto

autore: Matteo Carnieletto e Andrea Indini
editore: Il Giornale
anno: 2015
pagine: 440
Il nemico è qui
 Intervista a Fausto Biloslavo Dove nasce la radicalizzazione balcanica? Nasce vent’anni fa dalla disgregazione della Jugoslavia e dal sanguinoso conflitto in Bosnia Erzegovina fra serbi e Bosniacchi, cioè musulmani, che attirò dall’Afghanistan e da tanti altri Paesi arabi e musulmani i primi mujaheddin. Questi formarono un battaglione che si chiamava El Mujhaeddin, a Zenica, nella Bosnia Centrale. Di questo battaglione facevano parte uomini resi poi famosi dalle cronache giudiziarie. Tra questi c’era anche uno dei primi imam di viale Jenner, che poi è finito in un’inchiesta per terrorismo. [continua]


Afghanistan-Italia Isaf 2001-2014

autore: Guido Picchio
editore: Picchio Libro fotografico
anno: 2015
pagine: 150
Mia moglie dice sempre che per me l’Afghanistan è una seconda patria. Forse ha ragione. La prima volta sono entrato nel paese al crocevia dell’Asia travestito da mujahed per raccontare l’invasione sovietica nel 1983. L’ultima poche settimane fa embedded con l’esercito afghano, che sopporterà l’urto dei talebani dopo il ritiro delle truppe della Nato. Dopo essere entrato fra i primi a Kabul liberata nel 2001, mai, neppure con la più fervida immaginazione, avrei pensato di veder sventolare il tricolore ad Herat e di seguire in tante avventure i nostri soldati. [continua]


Mercati insicuri

autore: a cura di Paolo Quercia
editore: Aracne/Ania
anno: 2014
pagine: 190
L’instabilità attorno all’Italia tra primavere arabe e ritorno russo. La cosiddetta primavera araba esplosa nel nostro cortile di casa, di là del Mediterraneo, si è velocemente trasformata in autunno, se non pieno inverno. I cambiamenti epocali che hanno coinvolto grandi Paesi arabi come Tunisia, Libia, Egitto e Siria accolti inizialmente con troppe entusiastiche aspettative si sono rivelati un fattore di forte destabilizzazione. Forse l’unico Paese dall’altra parte del Mediterraneo, che sta cercando di uscire dal tunnel della crisi economica, politica e sul fronte della sicurezza scatenata dalla “primavera” è la Tunisia. [continua]


L'Europa: Non solo economia

autore: a cura di Irene Bolzon e Giacomo Missio
editore: RUE - Risorse umane Europa
anno: 2012
pagine: 146
Fausto Biloslavo IL FATTORE ISLAMICO IN EUROPA “lā ʾilāha ʾilá l-Lāh, Muḥammad rasūlu l-Lāh” c’è un solo Dio, Allah e Mohammed è il suo profeta. Questa è la shaida dell’Islam, la professione di fede dei musulmani. Il fattore islamico in Europa è uno dei temi socio-religiosi, che avrà un impatto sempre maggiore sulle prossime generazioni del Vecchio continente. Nell’Unione europea vivono oltre 16 milioni di musulmani. L'Islam in Italia è oggi la seconda principale religione dopo il Cristianesimo, grazie soprattutto all’immigrazione dai paesi a maggioranza musulmana, a cominciare dal Nord Africa. [continua]


Afghanistan Fede. Cuore. Ragione.

autore: Lorenzo Merlo
editore: Victory project book
anno: 2011
pagine: 226
Fausto Biloslavo pag. 148 - Nel 2001 gli americani pensavano di aver vinto facile, ma era solo l'inizio. Due anni dopo, anzichè consolidare l'Afghanistan si sono distratti con l'Iraq e per anni abbiamo vissuto di rendita pensando che i talebani non potevano rialzare la testa. Invece non è stato così, ma adesso bisogna stringere i denti, fare tesoro degli errori del passato e continuare a credere che l'Afghanistan va portato fuori dal tunnel di 30 anni di guerre. [continua]


Pupoli

autore: Massimo Cetin
editore: emme&emme
anno: 2005
pagine: 52
L’ombra di un vecchio lampione, il muso zozzo di un maiale, celebrità di passaggio e sprazzi di cronaca si mescolano in questo cocktail fotografico, che riflette la sua bellezza in un’asciutta ma incisiva semplicità. “Pupoli”, il titolo scelto dall’autore, Massimo Cetin, triestino doc, non poteva essere più appropriato.
Anche lui ha fatto parte dell’ avventura corsara di TriesteOggi, armato di macchine fotografiche sempre a tracolla e della spavalda buona volontà dei giovani alle prime armi. A qualsiasi ora del giorno e della notte, Massimo era ed è sempre pronto a immortalare una notizia. [continua]


Missioni di pace in tempi di guerra

autore: Vari
editore: Istituto Pavoniano Artigianelli - Milano
anno: 2010
pagine: 112
“I talebani ci hanno accolto con una valanga di fuoco. Eduardo rispondeva sparando con la mitragliatrice sopra il blindato. Ad un certo punto l’ho visto sbattere indietro la testa. Un proiettile di kalashnikov aveva centrato gli occhialoni anti sabbia ed era entrato nell’elmetto uscendo da dietro” racconta il caporal maggiore scelto dei paracadutisti Domenico Buonaurio, 30 anni di Napoli. Eduardo Donnantuono, il suo compagno di squadra del 183° reggimento Nembo, è un miracolato. Quando è uscito dal blindato il suo volto era una maschera di sangue, ma il proiettile gli ha fatto solo un graffio sulla testa. Pochi centimetri più in là ed il 24 giugno sarebbe morto. [continua]


Lingua per unire, lingua per dividere

autore: Vari
editore: Futuribili - Franco Angeli
anno: 2009
pagine: 252
AFGHANISTAN: LE LINGUE CHE DIVIDONO
Nei tanti e turbolenti viaggi in Afghanistan, dai tempi dell’invasione sovietica ad oggi, ho imparato qualche parola locale che mi è servita per sopravvivere. Pensando a tutti i vocaboli e a qualche frase compiuta che riesco a pronunciare ammetto che conosco solo una parola in Pashto, auba che significa acqua. Il resto del mio vocabolario è composto dal Farsi, o il Dari, come viene chiamato oggi. La nuova costituzione afghana considera sia il Dari che il Pashto come lingue ufficiali ponendole sullo stesso piano. L’inno nazionale, però, è cantato in Pashto e anche gli ordini militari sono nello stesso idioma. [continua]


Afghanistan, ultima trincea

autore: GiaN Micalessin Introduzione e contributi di Fausto Biloslavo
editore: Boroli Editore
anno: 2008
pagine: 190
I proiettili fischiavano dappertutto, ma Jalaluddin Haqqani sembrava non farne caso. Nella valle afghana di Urgun, vicino al confine pachistano, un fortino dimenticato dei governativi veniva bersagliato dai mujaheddin. Mulawi Haqqani, barbone nero, occhi come la pece, turbantone pasthun e mitra catturato ai sovietici a tracolla guidava l’attacco. In piedi, in mezzo alla baraonda della battaglia, spiegava a tre giornalisti, appiattiti a terra per evitare le pallottole, come avrebbe cacciato l’Armata rossa dall’Afghanistan. Nel 1983 Haqqani era un beniamino della Cia finanziato dai paesi arabi. Un quarto di secolo dopo il leggendario comandante combatte ancora. [continua]


Il libro nero dei bambini scomparsi

autore: Caterina Boschetti
editore: Newton Compton
anno: 2008
pagine: 400
Una sconvolgente inchiesta sulla sottrazione ed il traffico internazionale di minori - con il contributo di Fausto Biloslavo sulle piccole vittime di guerra - Perché i bambini spariscono? Dove vengono condotti? Chi li porta via? E soprattutto, a quale scopo? Il libro nero dei bambini scomparsi tenta di dare una risposta a questi e ad altri inquietanti interrogativi analizzando centinaia di casi di minori sottratti alle proprie famiglie: storie estreme di un dolore che, fin troppo spesso, si abbatte sulla coscienza collettiva solo per essere rimosso e dimenticato. [continua]


Un popolo nella notte

autore: Giorgio Paolucci
editore: San Paolo
anno: 2008
pagine: 136
Lo stadio dove al calare del giorno la gente arrivava a frotte, spesso cantando, e non per una partita di calcio. Un fiume umano nella notte, che si muoveva lentamente ma senza sosta da Macerata a Loreto. Un fiume illuminato dalle fiaccole di chi ha fede, le luci nel buio della notte. La vita contro le tenebre della morte, non solo quella che un giorno attende tutti noi come estremo passaggio verso qualcos’altro, ma lo stillicidio quotidiano fatto di tradimenti piccoli e grandi, meschinità, arroganza, menefreghismo. Infine i primi raggi del sole che rimbalzano sui gradini della basilica di Loreto e riscaldano le membra intorpidite dal lungo cammino. [continua]


Libano una polveriera nel Mediterraneo

autore: Gian Paolo Pelizzaro
editore: Bietti
anno: 2008
pagine: 442
Il Libano è il mio “primo amore”, dove l’attrazione fatale per la guerra si è trasformata in giornalismo, o meglio passione travolgente nel raccontare i conflitti. Nel 1982 realizzai il mio primo reportage durante l’invasione israeliana del Libano. Armato di macchina fotografica e con una buona dose di fortuna fui l’unico a immortalare l’imbarco di Yasser Arafat a Beirut costretto alla fuga assieme ai suoi miliziani palestinesi. Non male per un esordiente e quindi decisi di andare avanti sull’impervia strada dei reportage di guerra. Quasi un quarto di secolo dopo sono tornato per l’ennesima volta in Libano a seguire lo sbarco dei nostri soldati nel sud del paese. [continua]


Da Marrakech a Baghdad
Viaggio nel calcio di Allah

autore: Luigi Guelpa
editore: Limina
anno: 2007
pagine: 204
Benvenuto nel calcio di Allah non è solo un libro sul gioco più famoso del mondo all’ombra dei minareti. Pagina dopo pagina il riuscito gioiellino di Luigi Guelpa si rivela come un incastro di storie così poco conosciute, sorprendenti e talvolta imbarazzanti, che si leggono tutte d’un fiato.
Non si tratta del racconto classico sul mondo del pallone, seppure esotico, ma di uno spaccato della realtà islamica di molti paesi dove l’ultimo dei muezzin conta più dell’allenatore della nazionale. Se a Kabul anche le ragazze possono sognare Beckham con una squadretta di calcio tutto pepe e poco burqa è anche vera l’altra faccia della medaglia. [continua]


Esodo La vicenda Le radici storiche
I tragici eventi Le conseguenze

autore: a cura di Carmen Palazzolo Debianchi
editore: associazione delle Comunità Istriane Trieste
anno: 2007
pagine: 240
DALLA STORIA ALL'ATTUALITA' La situazione in Istria a Fiume e in Dalmazia alla fine della II Guerra Mondiale è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Per questo motivo ringrazio l’Associazione delle Comunità Istriane che mi ha invitato a partecipare a questi interessanti incontri. Prima di entrare nel vivo della questione vorrei brevemente spiegarvi i motivi familiari che mi legano alle tragedie di terre a noi così vicine.
Mio padre materno, Ezechiele, pur non avendo mai fatto del male a nessuno fu prelevato dai titini che occuparono Trieste nei famigerati “40 giorni” del 1945 e sparì nel nulla dopo essere stato deportato verso Lubiana. [continua]


HEZBOLLAH

autore: Gian Michalessin
editore: Boroli Editore
anno: 2006
pagine: 223
Marcia o muori è il motto della legione straniera, ma Gian Micalessin, giornalista da prima linea, l’ha vissuto sulla sua pelle dall’Afghanistan al Kosovo. Nel 1983, quando abbiamo iniziato ad appassionarci assieme ai reportage di guerra, eravamo al seguito dei mujaheddin, i partigiani afghani che combattevano gli invasori dell’Armata rossa. Vestiti come loro, con tanto di turbante, mangiavamo quel poco che passava il convento e rischiavamo la pelle sotto i bombardamenti aerei dei sovietici, per raccontare una delle tante guerre dimenticate di allora. [continua]


Distanze

autore: Giovanni Porzio
editore: Iniziative culturali spa
anno: 2005
pagine: 80
Dopo l'11 settembre con Giovanni Porzio, inviato speciale di Panorama, condividevo da settimane l’ufficio del direttore di una fabbrica di cemento, inoperosa da anni, nelle retrovie a nord di Kabul. Si dormiva per terra, in sacco a pelo, uno appiccicato all’altro, si mangiava un pugno di riso e la doccia rappresentava un ricordo lontano. L’aspetto più curioso era che al mattino il direttore veniva in ufficio, non si capisce a fare cosa e quindi dovevamo sgomberare per la giornata, in cerca della storia di guerra quotidiana.
Porzio non è un giornalista da albergo ed ha iniziato questo mestiere nel 1981 raccontando l'assassinio del presidente egiziano Sadat. [continua]






image