LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
[continua]


REPORTAGE
Polveriera libica
la bomba
dei migranti
GHARYAN - “Libertà, libertà” gridano in inglese i dannati rinchiusi nel centro di detenzione di Gharyan, 70 chilometri a sud di Tripoli, costruito dagli italiani al tempo del colonnello Gheddafi. Semi nudi, in un lezzo di carne umana sotto chiave, i migranti economici provenienti dall’Africa occidentale intercettati dai libici infilano le braccia fra le sbarre dell’ingresso dei capannoni-celle gesticolando come ossessi per attrarre l’attenzione. “Vogliamo tornare a casa. Viviamo come bestie in condizioni terribili con cibo scarso e cattivo, pochi vestiti, dormendo per terra” dicono tutti dal minorenne della Costa d’Avorio ai cristiani giunti dalla Nigeria, ai musulmani del Sudan.
continua


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I libri degli altri


L'Europa: Non solo economia

autore: a cura di Irene Bolzon e Giacomo Missio
editore: RUE - Risorse umane Europa
anno: 2012
pagine: 146
Fausto Biloslavo IL FATTORE ISLAMICO IN EUROPA “lā ʾilāha ʾilá l-Lāh, Muḥammad rasūlu l-Lāh” c’è un solo Dio, Allah e Mohammed è il suo profeta. Questa è la shaida dell’Islam, la professione di fede dei musulmani. Il fattore islamico in Europa è uno dei temi socio-religiosi, che avrà un impatto sempre maggiore sulle prossime generazioni del Vecchio continente. Nell’Unione europea vivono oltre 16 milioni di musulmani. L'Islam in Italia è oggi la seconda principale religione dopo il Cristianesimo, grazie soprattutto all’immigrazione dai paesi a maggioranza musulmana, a cominciare dal Nord Africa. [continua]


Afghanistan Fede. Cuore. Ragione.

autore: Lorenzo Merlo
editore: Victory project book
anno: 2011
pagine: 226
Fausto Biloslavo pag. 148 - Nel 2001 gli americani pensavano di aver vinto facile, ma era solo l'inizio. Due anni dopo, anzichè consolidare l'Afghanistan si sono distratti con l'Iraq e per anni abbiamo vissuto di rendita pensando che i talebani non potevano rialzare la testa. Invece non è stato così, ma adesso bisogna stringere i denti, fare tesoro degli errori del passato e continuare a credere che l'Afghanistan va portato fuori dal tunnel di 30 anni di guerre. [continua]


Pupoli

autore: Massimo Cetin
editore: emme&emme
anno: 2005
pagine: 52
L’ombra di un vecchio lampione, il muso zozzo di un maiale, celebrità di passaggio e sprazzi di cronaca si mescolano in questo cocktail fotografico, che riflette la sua bellezza in un’asciutta ma incisiva semplicità. “Pupoli”, il titolo scelto dall’autore, Massimo Cetin, triestino doc, non poteva essere più appropriato.
Anche lui ha fatto parte dell’ avventura corsara di TriesteOggi, armato di macchine fotografiche sempre a tracolla e della spavalda buona volontà dei giovani alle prime armi. A qualsiasi ora del giorno e della notte, Massimo era ed è sempre pronto a immortalare una notizia. [continua]


Missioni di pace in tempi di guerra

autore: Vari
editore: Istituto Pavoniano Artigianelli - Milano
anno: 2010
pagine: 112
“I talebani ci hanno accolto con una valanga di fuoco. Eduardo rispondeva sparando con la mitragliatrice sopra il blindato. Ad un certo punto l’ho visto sbattere indietro la testa. Un proiettile di kalashnikov aveva centrato gli occhialoni anti sabbia ed era entrato nell’elmetto uscendo da dietro” racconta il caporal maggiore scelto dei paracadutisti Domenico Buonaurio, 30 anni di Napoli. Eduardo Donnantuono, il suo compagno di squadra del 183° reggimento Nembo, è un miracolato. Quando è uscito dal blindato il suo volto era una maschera di sangue, ma il proiettile gli ha fatto solo un graffio sulla testa. Pochi centimetri più in là ed il 24 giugno sarebbe morto. [continua]


Lingua per unire, lingua per dividere

autore: Vari
editore: Futuribili - Franco Angeli
anno: 2009
pagine: 252
AFGHANISTAN: LE LINGUE CHE DIVIDONO
Nei tanti e turbolenti viaggi in Afghanistan, dai tempi dell’invasione sovietica ad oggi, ho imparato qualche parola locale che mi è servita per sopravvivere. Pensando a tutti i vocaboli e a qualche frase compiuta che riesco a pronunciare ammetto che conosco solo una parola in Pashto, auba che significa acqua. Il resto del mio vocabolario è composto dal Farsi, o il Dari, come viene chiamato oggi. La nuova costituzione afghana considera sia il Dari che il Pashto come lingue ufficiali ponendole sullo stesso piano. L’inno nazionale, però, è cantato in Pashto e anche gli ordini militari sono nello stesso idioma. [continua]


Afghanistan, ultima trincea

autore: GiaN Micalessin Introduzione e contributi di Fausto Biloslavo
editore: Boroli Editore
anno: 2008
pagine: 190
I proiettili fischiavano dappertutto, ma Jalaluddin Haqqani sembrava non farne caso. Nella valle afghana di Urgun, vicino al confine pachistano, un fortino dimenticato dei governativi veniva bersagliato dai mujaheddin. Mulawi Haqqani, barbone nero, occhi come la pece, turbantone pasthun e mitra catturato ai sovietici a tracolla guidava l’attacco. In piedi, in mezzo alla baraonda della battaglia, spiegava a tre giornalisti, appiattiti a terra per evitare le pallottole, come avrebbe cacciato l’Armata rossa dall’Afghanistan. Nel 1983 Haqqani era un beniamino della Cia finanziato dai paesi arabi. Un quarto di secolo dopo il leggendario comandante combatte ancora. [continua]


Il libro nero dei bambini scomparsi

autore: Caterina Boschetti
editore: Newton Compton
anno: 2008
pagine: 400
Una sconvolgente inchiesta sulla sottrazione ed il traffico internazionale di minori - con il contributo di Fausto Biloslavo sulle piccole vittime di guerra - Perché i bambini spariscono? Dove vengono condotti? Chi li porta via? E soprattutto, a quale scopo? Il libro nero dei bambini scomparsi tenta di dare una risposta a questi e ad altri inquietanti interrogativi analizzando centinaia di casi di minori sottratti alle proprie famiglie: storie estreme di un dolore che, fin troppo spesso, si abbatte sulla coscienza collettiva solo per essere rimosso e dimenticato. [continua]


Un popolo nella notte

autore: Giorgio Paolucci
editore: San Paolo
anno: 2008
pagine: 136
Lo stadio dove al calare del giorno la gente arrivava a frotte, spesso cantando, e non per una partita di calcio. Un fiume umano nella notte, che si muoveva lentamente ma senza sosta da Macerata a Loreto. Un fiume illuminato dalle fiaccole di chi ha fede, le luci nel buio della notte. La vita contro le tenebre della morte, non solo quella che un giorno attende tutti noi come estremo passaggio verso qualcos’altro, ma lo stillicidio quotidiano fatto di tradimenti piccoli e grandi, meschinità, arroganza, menefreghismo. Infine i primi raggi del sole che rimbalzano sui gradini della basilica di Loreto e riscaldano le membra intorpidite dal lungo cammino. [continua]


Libano una polveriera nel Mediterraneo

autore: Gian Paolo Pelizzaro
editore: Bietti
anno: 2008
pagine: 442
Il Libano è il mio “primo amore”, dove l’attrazione fatale per la guerra si è trasformata in giornalismo, o meglio passione travolgente nel raccontare i conflitti. Nel 1982 realizzai il mio primo reportage durante l’invasione israeliana del Libano. Armato di macchina fotografica e con una buona dose di fortuna fui l’unico a immortalare l’imbarco di Yasser Arafat a Beirut costretto alla fuga assieme ai suoi miliziani palestinesi. Non male per un esordiente e quindi decisi di andare avanti sull’impervia strada dei reportage di guerra. Quasi un quarto di secolo dopo sono tornato per l’ennesima volta in Libano a seguire lo sbarco dei nostri soldati nel sud del paese. [continua]


Da Marrakech a Baghdad
Viaggio nel calcio di Allah

autore: Luigi Guelpa
editore: Limina
anno: 2007
pagine: 204
Benvenuto nel calcio di Allah non è solo un libro sul gioco più famoso del mondo all’ombra dei minareti. Pagina dopo pagina il riuscito gioiellino di Luigi Guelpa si rivela come un incastro di storie così poco conosciute, sorprendenti e talvolta imbarazzanti, che si leggono tutte d’un fiato.
Non si tratta del racconto classico sul mondo del pallone, seppure esotico, ma di uno spaccato della realtà islamica di molti paesi dove l’ultimo dei muezzin conta più dell’allenatore della nazionale. Se a Kabul anche le ragazze possono sognare Beckham con una squadretta di calcio tutto pepe e poco burqa è anche vera l’altra faccia della medaglia. [continua]


Esodo La vicenda Le radici storiche
I tragici eventi Le conseguenze

autore: a cura di Carmen Palazzolo Debianchi
editore: associazione delle Comunità Istriane Trieste
anno: 2007
pagine: 240
DALLA STORIA ALL'ATTUALITA' La situazione in Istria a Fiume e in Dalmazia alla fine della II Guerra Mondiale è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Per questo motivo ringrazio l’Associazione delle Comunità Istriane che mi ha invitato a partecipare a questi interessanti incontri. Prima di entrare nel vivo della questione vorrei brevemente spiegarvi i motivi familiari che mi legano alle tragedie di terre a noi così vicine.
Mio padre materno, Ezechiele, pur non avendo mai fatto del male a nessuno fu prelevato dai titini che occuparono Trieste nei famigerati “40 giorni” del 1945 e sparì nel nulla dopo essere stato deportato verso Lubiana. [continua]


HEZBOLLAH

autore: Gian Michalessin
editore: Boroli Editore
anno: 2006
pagine: 223
Marcia o muori è il motto della legione straniera, ma Gian Micalessin, giornalista da prima linea, l’ha vissuto sulla sua pelle dall’Afghanistan al Kosovo. Nel 1983, quando abbiamo iniziato ad appassionarci assieme ai reportage di guerra, eravamo al seguito dei mujaheddin, i partigiani afghani che combattevano gli invasori dell’Armata rossa. Vestiti come loro, con tanto di turbante, mangiavamo quel poco che passava il convento e rischiavamo la pelle sotto i bombardamenti aerei dei sovietici, per raccontare una delle tante guerre dimenticate di allora. [continua]


Distanze

autore: Giovanni Porzio
editore: Iniziative culturali spa
anno: 2005
pagine: 80
Dopo l'11 settembre con Giovanni Porzio, inviato speciale di Panorama, condividevo da settimane l’ufficio del direttore di una fabbrica di cemento, inoperosa da anni, nelle retrovie a nord di Kabul. Si dormiva per terra, in sacco a pelo, uno appiccicato all’altro, si mangiava un pugno di riso e la doccia rappresentava un ricordo lontano. L’aspetto più curioso era che al mattino il direttore veniva in ufficio, non si capisce a fare cosa e quindi dovevamo sgomberare per la giornata, in cerca della storia di guerra quotidiana.
Porzio non è un giornalista da albergo ed ha iniziato questo mestiere nel 1981 raccontando l'assassinio del presidente egiziano Sadat. [continua]






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