LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
[continua]


REPORTAGE
Polveriera libica
la bomba
dei migranti
GHARYAN - “Libertà, libertà” gridano in inglese i dannati rinchiusi nel centro di detenzione di Gharyan, 70 chilometri a sud di Tripoli, costruito dagli italiani al tempo del colonnello Gheddafi. Semi nudi, in un lezzo di carne umana sotto chiave, i migranti economici provenienti dall’Africa occidentale intercettati dai libici infilano le braccia fra le sbarre dell’ingresso dei capannoni-celle gesticolando come ossessi per attrarre l’attenzione. “Vogliamo tornare a casa. Viviamo come bestie in condizioni terribili con cibo scarso e cattivo, pochi vestiti, dormendo per terra” dicono tutti dal minorenne della Costa d’Avorio ai cristiani giunti dalla Nigeria, ai musulmani del Sudan.
continua

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dz
11 agosto 2017
aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaa cvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv




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Si comincia!
21 gennaio 2008
"Libero spazio a commenti ed idee" come ha scritto Fausto Biloslavo, questo dovrebbe essere lo scopo e l'essenza della democrazia e, segnatamente, dell'insegnamento universitario. Durante il mio semestre questo ha guidato le lezioni: fornire strumenti e non prescrizioni, procedure, atteggiamenti e non regolamenti. Consigli e non diktat. Occhiali per osservare meglio la realtà dei fatti e delle fonti, non paraocchi per vedere solo quello che si confà ai nostri "pre-giudizi." Però poi il corso si conclude e già so che mi mancherà il confronto con gli studenti, la comunicazione ha come prima caratteristica quella di essere un flusso continuo, ininterrotto...ed ecco l'idea di aprire un blog, aperto a tutti, non solo ai frequentanti delle mie lezioni di comunicazione di crisi...abbiamo deciso di chiamarlo Shangri-la, un luogo virtuale appunto, ma che evoca libertà, equilibrio e serenità. Le qualità che vorremmo far proprie delle nostre discussioni...la comunicazione di crisi dunque, con tutte le sue sfaccettature, la gestione dell'informazione, il perfezionamento continuo di quelle lenti colorate che ci aiutano ad osservare il mondo, ad essere cittadini con la C maiuscola. Buon viaggio a noi tutti dunque!

Francesco Barontini






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Shangri La
06 gennaio 2008
Quando sono "sbarcato" sulla rete ero affascinato dall'idea di aprire un blog, dove concedere libero spazio a commenti e idee. Nello stesso tempo il progetto mi terrorizzava temendo di non riuscire a trovare il tempo per seguirlo con la dovuta attenzione.
Per fortuna è arrivato in soccorso Francesco Barontini, un vecchio amico dell'aeronautica militare, che con mio dispiacere ha appeso la divisa al chiodo. Assieme a Francesco ho condiviso grandi reportage di guerra, come l'Afghanistan dopo l'11 settembre. Via telefono satellitare gli descrivevo le esplosioni dei primi bombardamenti notturni americani sulle linee talebane per capire qualcosa di più sulla guerra aerea e non scrivere stupidaggini.
Francesco insegna "Comunicazione di Crisi e Gestione dell'Informazione" all'Università di Perugia. Da lui e dalla sua pattuglia di studenti è nata l'idea di aprire questo blog ospitato sul mio sito. Gli stessi studenti lo alimenteranno con le loro opinioni e hanno pensato al titolo: Shangri la.
L'auspicio è che sia uno spazio aperto alla discussione sull'informazione, il giornalismo di guerra e altro ancora. Un blog sempre rispettoso delle idee di tutti e senza eccessi. Uno spazio costruttivo e soprattutto .... libero.

Fausto Biloslavo





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