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09 ottobre 2026 - Attualità - Ucraina - Il Giornale
Putin torna al passato e sceglie Armageddon: un’altra streghe di civili
Fausto Biloslavo
Le fiamme finiscono di divorare l’autobus ridotto a uno scheletro di lamiere. I corpi dei passeggeri, in gran parte civili, sono disseminati su una delle strade principali di Kramatorsk, la città simbolo, in mano ucraina, della cintura delle fortezze nell’ultimo lembo del Donbass che i russi vogliono occupare a qualsiasi costo. Alcuni resti sono pietosamente coperti dai lenzuoli bianchi dei soccorritori, altri sembrano manichini senza vita in tuta di ginnastica. Le due bombe plananti russe sono piombate senza pietà per seminare morte e distruzione. Un secondo autobus è un groviglio nerastro di lamiere contorte. Il bilancio ufficiale registra 33 vittime e 18 feriti. La strage più grave di civili e pendolari di quest’anno. Il raid è scattato alle 10 del mattino con l’obiettivo di trasformare Kramatorsk, già svuotata di due terzi della popolazione, in una città fantasma, la prossima Stalingrado ucraina. Non a caso il capo dell'amministrazione regionale, Vadym Filashkin, annuncia: “Considerato il netto peggioramento della situazione della sicurezza ho ordinato alle amministrazioni militari municipali di Kramatorsk e Sloviansk di sospendere il servizio di trasporto pubblico”. Le due cittadine a pochi chilometri una dell’altra sono la linea del Piave delle forze ucraine nel Donbass, dove tutto era iniziato con i primi filo russi in armi nel 2014.
Il quotidiano The Telegraph ha scritto che il presidente, Vladimir Putin, avrebbe riesumato il generale Sergei Surovikin. L’alto ufficiale soprannominato “Armageddon” e macellaio di Aleppo, dopo aver riempito di bombe la parte della città in mano agli insorti e terroristi siriani. Il nuovo Zar avrebbe ordinato a Surovikin di guidare l’offensiva di droni e missili su Kiev per colpire ripetutamente i sette ponti della città con l’obiettivo di isolare la capitale rendendo ancora più dura la vita ai civili. Armageddon aveva combattuto da giovane in Afghanistan fra le fila degli  Spetsnaz, i corpi speciali russi. Nel 1991 era rimasto coinvolto nel tentativo di golpe contro Gorbaciov. Dal 2017 al 2023 ha comandato le forze aero spaziali, ma poi è stato rimosso dal Cremlino sospettato di simpatizzare per il capo della Wagner, Evgenij Prigožin, che osò marciare su Mosca. Adesso sarebbe tornato in auge per martellare Kiev.
Oggi e domani una delegazione ucraina sarà in viaggio in Europa e poi negli Usa per tastare il terreno su un difficile incontro con i russi per riprendere i negoziati negli Emirati arabi. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che la strage di Kramatorsk non resterà impunita. E si è appellato agli occidentali: “Dateci i mezzi, aiutateci a proteggere i cieli e a dominarli e allora Putin si siederà al tavolo dei negoziati”.
Sul terreno i corpi speciali russi si sono infiltrati fino a cinque chilometri da Kramatorsk, ma la manovra a tenaglia degli invasori su Sloviansk è stata respinta, per ora. Anastasia Zubrizka, giovane e coraggiosa medico di prima linea, mi aveva confidato nell’unico supermercato della città rimasto aperto e protetto dai sacchetti di sabbia, oggi bombardato: “Se cade Kramatorsk è come se cadesse tutta l’Ucraina”.
[continua]

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03 marzo 2014 | TG5 | reportage
In Crimea ultimatum dei russi alle basi ucraine


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20 luglio 2014 | Russia 1 | reportage
Gli uomini neri
La guerra civile in Ucraina sempre più sanguinosa e dimenticata schiera in prima linea un reparto fedele a Kiev, che arruola volontari europei provenienti da Italia, Svezia, Finlandia, paesi Baltici e Francia. Il battaglione Azov, accusato di simpatie naziste, sta combattendo con i suoi 250 uomini sul fronte orientale dell'Ucraina contro i ribelli filo russi. Una dozzina di volontari stranieri, che giurano di non venir pagati, hanno già prestato giuramento. Altri 24 stanno arrivando e su Facebook, il veterano francese della guerra in Croazia, Gaston Besson, ha lanciato da Kiev un appello all'arruolamento. Per giorni abbiamo seguito dalla base di Berdyansk, nell'est del paese, il battaglione Azov, che è sotto il controllo del ministero dell'Interno. Fra i volontari europei, l'italiano Francesco F. ha lasciato la vita da manager per combattere al fianco degli ucraini contro i ribelli filo russi. Il cecchino svedese, Mikael Skillt, uno dei pochi a parlare a viso scoperto, ha una taglia dei separatisti sulla testa. E fra loro c'è pure un russo che vorrebbe abbattere il governo di Mosca. Per il colore della divisa e la provenienza dall'estrema destra ucraina ed europea sono conosciuti come "gli uomini neri".

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14 marzo 2014 | TG5 | reportage
Gli italiani di Crimea
Gli italiani di Crimea, emigrati nella penisola oltre duecento anni fa, furono deportati in Siberia e decimati da Stalin, che li considerava una spina nel fianco durante la seconda guerra mondiale. Poi sono tornati a Kerch, vicino all'ex confine con la Russia. Gli italiani di origine sono ancora 500.

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16 aprile 2014 | Radio IES | intervento
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Una nuova Crimea


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27 marzo 2014 | La notte di radio uno | intervento
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Crimea, i trenta giorni che sconvolsero l'Europa


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26 maggio 2014 | RadioVaticana | intervento
Ucraina
Il nuovo presidente ucraino e la guerra civile nell'Est
I rapporti con Mosca, la crisi economica, la secessione del Donbas e lo spettro della guerra civile sempre più sanguinosa.

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