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Articolo
27 dicembre 2011 - Esteri - Terrorismo - Il Giornale
Se l'Africa diventata il nuovo Afghanistan
Mezza Africa dall’Equatore in su è infesta­ta da bande oltranziste islamiche che stanno trasformando vaste zone del continente nero in un nuovo Afghanistan. Dai talebani somali, all’Al Qaida del Maghreb,fino alle nuove cellu­­le in Sinai e ai terroristi nigeriani, spesso in con­tatto fra loro, gli eredi di Osama bin Laden vo­gliono imporre il califfato, la sharia e appena possono rapiscono gli occidentali. Due italia­ni, Mariasandra Mariani e Franco Lamolina­ra, sono nelle mani di gruppi legati ad Al Qaida e Rossella Urru è stata rapita da una banda for­se simile. L’aspetto più inquietante della nuo­va piovra del terrore è che i suoi militanti si muovono e operano a livello transnazionale, considerando l’Africa a nord dell’Equatore un campo di battaglia. I terroristi nigeriani sono segnalati fra il Niger, il Ciad e il Camerun, dove hanno impiantato campi di addestramento. Non solo: Mohammed Abubakar Shakau, ca­po di Boko Haram, ha dichiarato che «qualun­q­ue gruppo con la nostra stessa matrice o ideo­logia è un nostro fratello».
Talebani della Nigeria sono stati addestrati in Somalia dalle milizie al Shabab, che control­lano ampie fette del disgraziato Paese nel Cor­no d’Africa. Gli emuli di Al Qaida contano su 15mila uomini e stanno fronteggiando l’offen­siva del Kenya che ha inviato in Somalia le sue truppe migliori per stanarli. Nelle zone con­trollate tagliano le mani ai ladri, lapidano le adultere e cacciano le organizzazioni umani­tarie, nonostante la carestia che flagella la po­polazione, perché «strumenti dell’Occiden­te ».
I talebani somali attraggono frotte di euro­pei ed americani, immigrati di seconda gene­razione
o convertiti. Secondo l’MI6, l’intelli­gence inglese, sono almeno un centinaio i cit­tadini britannici che hanno combattuto in So­malia, dei quali una quarantina ancora in pri­ma linea. L’Fbi ha individuato diversi america­ni di origine somala fra le fila degli Shabab. Al­cuni si sono fatti saltare in aria a Mogadiscio e dintorni, come Abdisalan Hussein Ali, 21 an­ni, nato a Minneapolis. I talebani del Corno d’Africa hanno dimostrato incredibili capaci­tà operative. L’Uganda fornisce gran parte del­le tr­uppe di pace africane che combattono con­tro gli Shabab. Lo scorso anno, attacchi suicidi multipli hanno ucciso 76 persone a Kampala, la capitale ugandese. Non a caso sul sito del­l’MI5, il controspionaggio inglese, si legge: «La Somalia ha molte delle caratteristiche del­­l’Afghanistan, santuario dei terroristi, nel peri­odo precedente al crollo dei talebani del 2001».
Se gli Shabab minacciano l’Africa orientale, la costola di Al Qaida del Maghreb, che conta su un nocciolo duro di 800 veterani, è una spi­na nel fianco dell’Algeria con cellule in Mali, Mauritania, Tunisia, Marocco, Niger, Ciad e Libia. Il 13 gennaio Abu Musab Abdel Wa­doud, l’emiro dei terroristi del Sahara, ha pro­vato, con un video, a cavalcare la rivolta in Tu­nisia. Nello stesso messaggio ha incitato alla «rivoluzione» in Algeria e in seguito Al Qaida nel Maghreb si è schierata con i ribelli libici.
Per autofinanziarsi i terroristi orfani di Bin Laden, o bande da loro protette, sono coinvol­ti in traffico di droga e nel mercato dei clande­stini. La pratica più redditizia, anche dal pun­to di vista politico, è il rapimento di occidenta­li. Due i connazionali in mano ai terroristi del Sahara: la turista fiorentina Mariasandra Ma­riani è stata rapita il 2 febbraio nel sud dell’Al­geria. Il 12 maggio hanno preso in ostaggio in Nigeria l’ingegnere Franco Lamolinara.Assie­me ad un collega inglese è apparso in un vi­deo, stile tagliagole di Al Qaida, lo scorso ago­sto. L’ultima italiana presa in ostaggio, in un campo profughi dei Saharawi nella città algeri­na di Tindouf, è la cooperante Rossella Urru. Sembrava che fosse in mano alla solita Al Qai­da del Maghreb, ma i terroristi hanno smenti­to.
Gli americani sono talmente preoccupati della deriva integralista in mezza Africa, che dal 2005 hanno inviato i corpi speciali ad adde­­strare le truppe anti-terrorismo di Algeria, Se­negal, Mauritania, Mali e Ciad. Tre anni dopo è nato Africom, il comando strategico, con quartier generale in Germania, dedicato al continente nero. I sottocomandi per le opera­zioni terrestri e navali si trovano a Vicenza e Napoli. Almeno 2300 marines sono dislocati nelle zone calde a cominciare dalla base della Legione straniera a Gibuti, ad un passo dalla Somalia. L’ultima minaccia riguarda il Sinai. Fra le montagne della penisola egiziana si na­sconde Ramzi Mahmoud al Mowafi, ex medi­co di Osama bin Laden ai tempi della guerra in Afghanistan: è riuscito a scappare in gennaio da un carcere del Cairo, grazie al caos provoca­to dalla rivolta anti Mubarak.

www.faustobiloslavo.eu
[continua]

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Terrorismo
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Rivoluzionari islamici nati su internet, terroristi della guerra santa fai da te, con qualche vacanza del terrore alle spalle in Pakistan, Yemen, Somalia o estremisti di destra sono i principali sospettati del fallito attentato a New York.

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