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Scenari mondo
01 marzo 2018 - Esteri - Siria - Panorama
Crocevia siriano

In Siria è esploso un conflitto mondiale in miniatura, dove tutti combattono contro tutti (l’ultima tregua dichiarata probabilmente non durerà a lungo). Secondo la stampa Usa «è lo scontro militare più grave tra Washington e Mosca dalla fine della guerra fredda». Israele bombarda i giannizzeri iraniani e i turchi rischiano di scontrarsi con gli americani sulla pelle dei curdi. Ancora una volta l’informazione è a senso unico nel Risiko siriano: se a Ghouta, sotto le bombe governative, muoiono i bambini, nessuno parla dei quartieri cristiani di Damasco dove l’artiglieria dei ribelli jihadisti centra le chiese e miete vittime. Panorama ha ricostruito le tante guerre che si combattono in Siria. 

LA GUERRA DEI TURCHI 

Dal 20 gennaio truppe turche, con l’appoggio dell’artiglieria, hanno invaso la Siria per spazzare  via l’enclave curda di Afrin. Il presidente Recep Tayyip Erdogan considera «una minaccia terroristica» la presenza delle Unità di protezione popolare,  la milizia vicina al Pkk, l’organizzazione clandestina curda in Turchia. I curdi con le enclave di Afrin e Manbij vogliono ritagliare un corridoio fino al Mediterraneo per il Rojava, la zona autonoma nel nord della Siria nelle loro mani, dove hanno liberato Raqqa, la storica «capitale» dello Stato islamico. 

LA GUERRA DI ASSAD 

Il presidente siriano Bashar al Assad punta a riconquistare le ultime roccaforti dei ribelli. In gennaio è iniziata l’offensiva contro la regione di Idlib, in mano all’alleanza jihadista Hei’at Tahrir al-Sham. L’invasione turca ha sparigliato i piani e i governativi sono stati costretti a inviare rinforzi ai ribelli curdi ad Afrin. L’altro fronte è l’enclave di Ghouta est nella zona di Damasco in mano a ribelli filo sauditi dal 2013. Nel Risiko siriano Assad ha bisogno di riconsolidare il potere perché teme di venire sacrificato dagli alleati russi in una futura pacificazione del paese. 

LA GUERRA DEGLI AMERICANI 

Ben due generali americani si sono fatti fotografare in prima linea nell’avamposto curdo di Manbij, obiettivo dell’invasione turca dopo Afrin. Il generale Paul Funk ha detto: «Se attaccate ci difenderemo». Il Pentagono ha inviato 2 mila uomini nel nord est della Siria, che addestreranno 30 mila curdi per consolidare la regione cuscinetto del Rojava, contro l’influenza iraniana e russa nel paese. Non a caso i caccia Usa hanno difeso la raffineria di Deir ez-Zor  e i pozzi di petrolio in mano ai curdi, obiettivo del fallito attacco governativo e russo del 7 febbraio. 

LA GUERRA DELL’IRAN 

La liberazione di Mosul, «capitale» del Califfato in Iraq, ha aperto il corridoio iraniano fino al Mediterraneo attraverso la Siria e il Libano. I giannizzeri Hezbollah continuano a combattere al fianco delle truppe di Damasco, ma l’obiettivo strategico di Teheran è avvicinarsi sempre più all’odiato Israele. Per l’Iran sciita anche i turchi sunniti, che appoggiano i ribelli siriani, sono dei rivali regionali. Lo stesso Putin non è riuscito a trovare un accordo di pace sulla Siria riunendo attorno a un tavolo Teheran e Ankara. Assad sa di poter contare veramente solo sugli ayatollah. 

LA GUERRA DEI RUSSI 

Vladimir Putin vorrebbe confermare il ritiro di facciata dal conflitto siriano entro le presidenziali del 18 marzo. Mosca ha dato il via libera alla risoluzione dell’Onu per una tregua di un mese, dopo i bombardamenti a Ghouta,  ma il confronto armato con gli americani è dietro l’angolo. Fra 100 e 150 contractor russi, in appoggio alle truppe siriane, sono stati uccisi dagli attacchi aerei Usa quando hanno cercato di passare l’Eufrate nel Rojava in mano ai curdi. Il Cremlino da una parte appoggia Damasco, ma dall’altra ritira i suoi consiglieri militari da Afrin dando il via libera all’invasione di Ankara. L’obiettivo è lo scontro all’interno della Nato, fra le truppe turche e i corpi speciali americani che appoggiano i curdi. 

LA GUERRA DI ISRAELE   

Israele non solo ha intercettato un drone iraniano nel suo spazio aereo, ma aumenta i raid sugli Hezbollah, trincerati sulle alture del Golan, e sui Pasdaran in Siria. Il 10 febbraio scorso un caccia F 16 israeliano è stato abbattuto. Non a caso i ribelli anti Damasco feriti vengono curati nello stato ebraico. Gli stessi che nel sud della Siria tengono un’enclave appoggiata da giordani e americani. Il rischio concreto è che il conflitto si espanda coinvolgendo direttamente Israele, Iran e Arabia Saudita. 



video
10 settembre 2013 | Tg5 | reportage
L'inferno di Jobar alle porte di Damasco
Alle porte della capitale siriana il nostro inviato racconta il sobborgo ridotto a un cumulo di macerie, nella zona dove sono state usate le armi chimiche.

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18 febbraio 2016 | Terra! | reportage
La guerra dei russi in Siria
Chi l’avrebbe mai pensato di ritrovarmi faccia a faccia con i russi in Siria. Negli anni ottanta, durante l’invasione sovietica dell’Afghanistan, il faccia a faccia con l’Armata rossa mi costò sette mesi di galera a Kabul. Gli inviati Fausto Biloslavo, Sandra Magliani, Lorena Bari e Anna Migotto documentano la guerra in Siria, l’immigrazione, i profughi, i morti ed i bombardamenti L’immigrazione, la guerra in Siria, i morti, i profughi che premono alle frontiere della Turchia cercando un varco per l’Europa, i bombardamenti.

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23 gennaio 2014 | Televisione Svizzera Italiana | reportage
I cristiani combattono
I cristiani in Siria vivono fra due fuochi e iniziano a difendersi, armi in pugno. 

Queste sono le giovani reclute del Sutoro, una milizia cristiana nel nord del paese travolto dalla guerra civile. Le immagini sono state girate dagli stessi miliziani.

I cristiani siriaci combattono al fianco dei curdi contro gli estremisti islamici di Al Qaida.

Il nome Sutoro deriva da un’antica preghiera in aramaico, la lingua di Gesù Cristo.

Dall’Europa non partono per la Siria solo volontari della guerra santa islamica.

Ma pure giovani cristiani per proteggere le loro comunità minacciate di estinzione. 
Come raccontano i rappresentanti della diaspora cristiana nel vecchio continente.

Da Locarno è partito per la Siria Johann Cosar, un ex sergente dell’esercito elvetico. 
Ufficialmente per documentare le sofferenze dei cristiani, ma in realtà ha dato una mano ad addestrare la milizia del Sutoro.
Dei volontari cristiani in Siria, giunti dall'Europa, parla il rappresentante del Centro culturale mesopotamico di Locarno

Sait il padre di Johan Cosar, il giovane di Locarno partito per la Siria, è un cittadino svizzero ed esponente di spicco del Partito che ha fondato la milizia cristiana. 

I servizi segreti di Damasco lo hanno arrestato lo scorso agosto.

La famiglia non parla con la stampa ma a Berna il Dipartimento federale degli Esteri è informato del caso.

Il governo siriano sostiene che Sait Cosar sia morto per infarto. 

Duecentomila cristiani sono già fuggiti dalla guerra civile. 
I loro rappresentanti, assieme ai curdi, avevano chiesto all’Onu di partecipare a Ginevra 2, senza ottenere risposta.
Nel futuro della Siria, per i cristiani, è in gioco la sopravvivenza.

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radio

02 dicembre 2015 | Radio uno Tra poco in edicola | intervento
Siria
Tensione fra Turchia e Russia
In collegamento con Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa. In studio conduce Stefano Mensurati.

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23 gennaio 2014 | Radio Città Futura | intervento
Siria
La guerra continua


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02 luglio 2015 | Radio24 | intervento
Siria
La famiglia jihadista
"Cosa gradita per i fedeli!!! Dio è grande! Due dei mujaheddin hanno assassinato i fumettisti, quelli che hanno offeso il Profeta dell'Islam, in Francia. Preghiamo Dio di salvarli”. E’ uno dei messaggi intercettati sulla strage di Charlie Hebdo scritto da Maria Giulia Sergio arruolata in Siria nel Califfato. Da ieri, la prima Lady Jihad italiana, è ricercata per il reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale. La procura di Milano ha richiesto dieci mandati di cattura per sgominare una cellula “familiare” dello Stato islamico sotto indagine da ottobre, come ha scritto ieri il Giornale, quando Maria Giulia è arrivata in Siria. Il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli ha spiegato, che si tratta della “prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa”.

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