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Scenari mondo
15 agosto 2018 - Esteri - Mondo - Panorama
Il Triangolo delle Bermude si è spostato ad Oriente

È in Estremo Oriente, fra il Mare cinese meridionale, l’Indonesia e le Filippine, il nuovo Triangolo delle Bermuda. Qui, nel 2017, è avvenuto il 32 per cento dei naufragi, soprattutto a causa di tifoni e condizioni meteo avverse, unite a mari sempre più affollati (specie nelle acque vietnamite). Mentre, in tutto il mondo, 94 navi sono colate a picco o rimaste irrimediabilmente danneggiate. Lo rivela il Rapporto 2018 del gruppo assicurativo Allianz, che sottolinea come il 75 per cento degli incidenti globali, anche nelle aree più a rischio, sia causato spesso da errori umani. In termini monetari, un esborso di 1,6 miliardi di dollari per le assicurazioni. 

Dopo la «trappola» dell’Estremo Oriente, le aree più pericolose sono, a sorpresa, il Mediterraneo orientale e il Mar Nero, con 17 naufragi o danni irreparabili. La nave più sfortunata del 2017 è stato un traghetto passeggeri che operava nella zona: in 12 mesi ha accumulato sette incidenti, provocati sempre da un guasto ai motori. 

Se prendiamo in esame gli ultimi dieci anni, poi, ad aggiudicarsi il titolo di «cimitero dei relitti» sono il Mar della Cina meridionale con 252 navi finite male, il Mediterraneo orientale con 169 casi e il Mar del Giappone con 126 incidenti gravi. Nello stesso periodo si sono perse in tutto il pianeta 1.129 navi a causa di naufragi,collisioni, guasti meccanici, fuoco a bordo e maltempo. Solo l’anno scorso i marittimi morti o feriti, soprattutto per colpa di cadute a bordo o in mare, sono stati 2.712. 

L’incidente grave più recente è la collisione fra la petroliera Sanchi, bandiera panamense ed equipaggio iraniano, e la nave cargo Crystal di Hong Kong al largo delle coste cinesi. I 32 marittimi della petroliera sono morti e lo scontro ha provocato la peggiore fuoriuscita di greggio degli ultimi 35 anni. Sempre nel 2017, la nave più grande affondata è la Stellar Daisy, colata a picco a 2.300 miglia dall’Uruguay con 22 membri dell’equipaggio. L’incendio a bordo è la causa di tre naufragi su dieci, ma nel 2017 non mancano collisioni con navi da guerra come le americane USS Fitzgerald e USS John S. Mc Cain, lungo le trafficate rotte commerciali asiatiche. 

Il pericolo emergente riguarda infine la rotta artica, sempre più frequentata a causa dello scioglimento dei ghiacci, con un aumento di incidenti del 29 per cento; l’anno scorso sono stati segnalati oltre mille iceberg, incubo dei marinai dopo il Titanic. Infine, una curiosità: il giorno marino più sfortunato è il venerdi. Nell’ultimo decennio, su 1.129 perdite totali, 175 sono avvenute in questo giorno della settimana. (Fausto Biloslavo)   

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