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19 marzo 2019 - Attualità - Siria - Il Giornale
“Me ne sono andato col sorriso Non ho rimpianti, ero felice così”
«Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più in questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così. Non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo giusto, difendendo i più deboli, e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà» ha scritto nel suo testamento Lorenzo Orsetti, il volontario italiano al fianco di curdi ucciso dall\\\'Isis in Siria. 
«Nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo, e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio» si legge nel toccante testo reso noto sulla pagina Facebook di Claudio Locatelli. Originario di Bergamo si definisce «giornalista combattente» dopo avere imbracciato le armi al fianco dei curdi.
Alessandro Orsetti, il padre dell\\\'italiano caduto in battaglia, conferma: «Mi ha telefonato il suo comandante curdo dicendo che Lorenzo è morto insieme a tutti quelli del suo gruppo in un contrattacco dell\\\'Isis stamani (ieri per chi legge nda). Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato. Li hanno uccisi tutti». La madre Annalisa ricorda «che era felice» in Siria «voleva combattere al fianco dei curdi per vincere contro quello che lui chiamava il fascismo dell\\\'Isis». Il padre spiega che «certamente eravamo contrari. Non gli si poteva dire «vai, è bello», però abbiamo capito che per lui era una scelta per dei valori in cui credeva».
Nel testamento Lorenzo lascia un messaggio preciso: «Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l\\\'avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l\\\'individualismo e l\\\'egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza: mai! Neppure per un attimo».
Mustafà Bali, portavoce delle Forze democratiche siriane che stringono d\\\'assedio l\\\'ultima ridotta in mano all\\\'Isis ha dichiarato al Giornale: «Tekosher (nome di battaglia di Orsetti nda) era un grande compagno e combattente. Ha perso tristemente la vita fronteggiando l\\\'Isis. Promettiamo che ci vendicheremo in suo nome».
Grazie alla spinta idealista, che l\\\'ha spinto a mettere in gioco la vita, Lorenzo ha lasciato scritto: «Anche quanto tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l\\\'uomo e la terra sembrano insormontabili cercate di trovare la forza e di infonderla nei vostri compagni. È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve. E ricordate sempre che «ogni tempesta comincia con una singola goccia». Cercate di essere voi quella goccia». FBil
[continua]

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12 settembre 2013 | Tg5 | reportage
Diario di guerra ia Damasco
Tadamon la prima linea a 500 metri dai vicoli dove i bambini giocano a pallone.

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25 gennaio 2016 | Tg5 | reportage
In Siria con i russi
La guerra dei russi in Siria dura da 4 mesi. I piloti di Mosca hanno già compiuto 5700 missioni bombardando diecimila obiettivi. In queste immagini si vedono le bombe da 500 o 1000 chili sganciate sui bersagli che colpiscono l’obiettivo. Un carro armato della bandiere nere cerca di dileguarsi, ma viene centrato in pieno e prende fuoco. In Siria sono impegnati circa 4mila militari russi. La base aerea a 30 chilometri dalla città siriana di Latakia è sorvolata dagli elicotteri per evitare sorprese. Le bombe vengono agganciate sotto le ali a ritmo continuo. I piloti non parlano con i giornalisti, ma si fanno filmare con la visiera del casco abbassato per evitare rappresaglie dei terroristi. Il generale Igor Konashenkov parla chiaro: “Abbiamo strappato i denti ai terroristi infliggendo pesanti perdite - sostiene - Adesso dobbiamo compiere il prossimo passo: spezzare le reni alla bestia”. Per la guerra in Siria i russi hanno mobilitato una dozzina di navi come il cacciatorpediniere “Vice ammiraglio Kulakov”. Una dimostrazione di forza in appoggio all’offensiva aerea, che serve a scoraggiare potenziali interferenze occidentali. La nave da guerra garantisce la sicurezza del porto di Tartus, base di appoggio fin dai tempi dell’Urss. I soldati russi ci scortano nell’entroterra dilaniato dai combattimenti. Negli ultimi tre anni la cittadina era una roccaforte del Fronte al Nusra, la costola siriana di Al Qaida. Le bombe russe hanno permesso ai governativi, che stavano perdendo, di riguadagnare terreno. Sul fronte siriano i militari di Mosca usano il blindato italiano Lince. Lo stesso dei nostri soldati in missione in Afghanistan.

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14 febbraio 2019 | Porta a Porta | reportage
Parla il miliziano italiano che ha combattuto nell'Isis


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radio

02 dicembre 2015 | Radio uno Tra poco in edicola | intervento
Siria
Tensione fra Turchia e Russia
In collegamento con Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa. In studio conduce Stefano Mensurati.

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23 gennaio 2014 | Radio Città Futura | intervento
Siria
La guerra continua


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02 luglio 2015 | Radio24 | intervento
Siria
La famiglia jihadista
"Cosa gradita per i fedeli!!! Dio è grande! Due dei mujaheddin hanno assassinato i fumettisti, quelli che hanno offeso il Profeta dell'Islam, in Francia. Preghiamo Dio di salvarli”. E’ uno dei messaggi intercettati sulla strage di Charlie Hebdo scritto da Maria Giulia Sergio arruolata in Siria nel Califfato. Da ieri, la prima Lady Jihad italiana, è ricercata per il reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale. La procura di Milano ha richiesto dieci mandati di cattura per sgominare una cellula “familiare” dello Stato islamico sotto indagine da ottobre, come ha scritto ieri il Giornale, quando Maria Giulia è arrivata in Siria. Il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli ha spiegato, che si tratta della “prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa”.

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