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10 marzo 2020 - Il Fatto - Italia - Il Giornale
E scatta l’allarme navi da crociera: da paradisi a lazzaretti galleggianti
Fausto Biloslavo
Se colpite dal virus le navi di crociera sono lazzaretti galleggianti, come è capitato alla Diamond Princess nel porto giapponese di Yokohama con 705 persone positive. E adesso altri alberghi del mare saranno evacuati, a cominciare dalla Grand Princess con 21 infetti: i passeggeri americani saranno messi in quarantena. Gli italiani, che sono 32, verranno rimandati a casa via aerea.
Altre navi passeggeri comprese quelle che battono bandiera italiana sono state respinte da alcuni porti, anche se non c\'erano contagi a bordo. «Non mi meravigliano gli allarmi e i contagi. Le navi sono il peggior luogo di assembramento», spiega un ex comandante di grandi unità di crociera. «Mi chiedo se sulle nostre navi, che sono territorio italiano, vanno applicate le stesse norme stabilite in patria per limitare in virus. Al momento non mi risulta», osserva la fonte del Giornale. L\'ex comandante fa notare che «un fattore importante da considerare è il sistema di condizionamento», che può funzionare con circolazione di aria esterna o mista. «Quello misto viene solitamente usato per risparmiare energia - fa notare -. Ovviamente sarebbe meglio filtrare solo aria esterna».
Le navi passeggeri italiane sono una ventina soprattutto del colosso Costa con base a Genova e la controllata Aida. Poi ci sono i traghetti. Oggi la Costa Fortuna concluderà la sua crociera a Singapore, come da programma, dopo essere stata respinta in Thailandia e Malesia. A bordo ci sono 1631 passeggeri e 984 uomini di equipaggio senza alcun contagio. I connazionali sono 282 e 64 hanno lasciato l\'Italia nel corso degli ultimi 14 giorni. Nelle prossime ore dovrebbero venire sbarcati e inviati direttamente in aeroporto per tornare in patria. La prossima crociera è stata cancellata e la compagnia «sta valutando» i futuri viaggi «monitorando costantemente le misure restrittive adottate dalle autorità governative locali nelle destinazioni delle proprie navi».
Intoppi che sono nulla rispetto alla Grand Princess con 3550 passeggeri compresi 21 infetti, che deve attraccare a Oakland in California per trasferire i passeggeri in quarantena in basi militari. Altre due navi della stessa compagnia sono bloccate in attesa dei risultati dei tamponi. Della stessa flotta fa parte la Diamond Princess trasformata in un lazzaretto all\'inizio del contagio nel porto giapponese di Yokohama. Su 3711 persone a bordo 705 hanno contratto il virus.
In alcuni casi ci sono state proteste violente sulle banchine per impedire lo sbarco dei crocieristi. La Msc Lirica ieri non ha potuto attaccare nel porto di Mangalore in India dove sono stati chiusi tutti gli scali alle navi passeggeri straniere. La settimana prima è capitato lo stesso a Malta nonostante nessuno fosse contagiato a bordo. Fra i passeggeri considerati «untori» i primi sono gli italiani anche se non hanno una linea di febbre. Psicosi e allarmi scatenano polemiche pure a Messina e Palermo per l\'avvenuto sbarco di croceristi. Un altro divieto riguarda i turisti che arrivano a Venezia e non possono visitare la città, ma solo transitare per tornare a casa. Sta andando peggio ai turisti sul Nilo bloccati in 160 su una delle navi che fa spola fra Luxor e Assuan per diversi casi di Covid 19.
Il virus rischia di mettere in ginocchio un settore che vale 150 miliardi di dollari. Le compagnie non forniscono dati, ma si parla di un crollo del 50 per cento delle prenotazioni.
[continua]

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27 gennaio 2020 | Radio 1 Italia sotto inchiesta | intervento
Italia
Esercito e siti ebraici
Fausto Biloslavo I nostri soldati rispettano la giornata della Memoria dell’Olocausto non solo il 27 gennaio, ma tutto l’anno. L’esercito, con l’operazione Strade sicure, schiera 24 ore al giorno ben 700 uomini in difesa di 58 siti ebraici sul territorio nazionale. Tutti obiettivi sensibili per possibile attentati oppure oltraggi anti semiti. “Per ora non è mai accaduto nulla anche grazie alla presenza dei militari, che serve da deterrenza e non solo. Il senso di sicurezza ha evitato episodi di odio e minacce ripetute come in Francia, che rischiano di provocare un esodo della comunità ebraica” spiega una fonte militare de il Giornale. I soldati, che si sono fatti le ossa all’estero, sorvegliano, quasi sempre con presidi fissi, 32 sinagoghe o tempi ebraici, 9 scuole, 4 musei e altri 13 siti distribuiti in tutta Italia, ma soprattutto al nord e al centro. La città con il più alto numero di obiettivi sensibili, il 41%, è Milano. Non a caso il comandante del raggruppamento di Strade sicure, come in altre città, è ufficialmente invitato alle celebrazioni del 27 gennaio, giorno della Memoria. Lo scorso anno, in occasione dell’anniversario della nascita dello Stato di Israele, il rappresentante della comunità ebraica di Livorno, Vittorio Mosseri, ha consegnato una targa al comandante dei paracadustisti. “Alla brigata Folgore con stima e gratitudine per il servizio di sicurezza prestato nell’ambito dell’operazione Strade sicure contribuendo con attenzione e professionalità al sereno svolgimento delle attività della nostro comunità” il testo inciso sulla targa. In questi tempi di spauracchi anti semiti l’esercito difende i siti ebraici in Italia con un numero di uomini praticamente equivalente a quello dispiegato in Afghanistan nel fortino di Herat. Grazie ad un’esperienza acquisita all’estero nella protezione delle minoranze religiose, come l’antico monastero serbo ortodosso di Decani in Kosovo. “In ogni città dove è presente la comunità ebraica esiste un responsabile della sicurezza, un professionista che collabora con le forze dell’ordine ed i militari per coordinare al meglio la vigilanza” spiega la fonte del Giornale. Una specie di “assessore” alla sicurezza, che organizza anche il sistema di sorveglianza elettronica con telecamere e sistemi anti intrusione di avanguardia su ogni sito. Non solo: se in zona appare un simbolo o una scritta anti semita, soprattuto in arabo, viene subito segnalata, fotografata, analizzata e tradotta. “I livelli di allerta talvolta si innalzano in base alla situazione internazionale” osserva la fonte militare. L’ultimo allarme ha riguardato i venti di guerra fra Iran e Stati Uniti in seguito all’eliminazione del generale Qassem Soleimani. Roma è la seconda città per siti ebraici presidiati dai militari compresi asili, scuole e oratori. Le sinagoghe sono sorvegliate pure a Napoli, Verona, Trieste e quando necessario vengono disposte le barriere di cemento per evitare attacchi con mezzi minati o utilizzati come arieti. A Venezia i soldati garantiscono la sicurezza dello storico ghetto. A Livorno e in altre città sono controllati anche i cimiteri ebraici. Una residenza per anziani legata alla comunità è pure nella lista dei siti protetti a Milano. Ed i militari di Strade sicure nel capoluogo lombardo non perdono d’occhio il memoriale della Shoah, lo sterminio degli ebrei voluto da Hitler.

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