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Articolo
21 febbraio 2021 - Il fatto - Italia - Il Giornale
In 1.600 già partiti dalla Libia Ong all’assalto dell’Italia
Il mare calmo ha scatenato le partenze dei migranti verso l\'Italia. Solo fra venerdì e sabato sono stati registrati 18 eventi con barconi e gommoni, con a bordo circa 1600 migranti. E ben 700 sono sbarcati a Lampedusa in venti ore. La Guardia costiera libica ne ha riportati indietro 600, ma da Roma temono che centinaia di migranti siano riusciti a procedere verso nord come dimostrano gli sbarchi a Lampedusa. Nella notte tra venerdì e sabato un barchino è stato soccorso a 15 miglia dall\'isola. Quando si è avvicinata la motovedetta italiana i migranti si sono spostati tutti da un lato facendo capovolgere il natante. Quarantacinque migranti comprese alcune donne incinta sono state tratte in salvo, ma si teme che ci siano, al massimo, una decina di dispersi.
La nave Ata Mari della Ong spagnola Salvamento maritimo humanitario ha imbarcato venerdì 102 migranti al largo della Libia. Alarm phone, il centralino dei migranti, ha segnalato diversi gommoni o barconi, alcuni in acque di soccorso maltesi, ma la Valletta fa spallucce. E sul Mediterraneo ha ripreso il volo l\'aereo di ricognizione delle Ong, Moonbird, che decolla, come sempre da Lampedusa. L\'Enac, l\'ente nazionale che regola i voli, aveva bloccato lo scorso anno un velivolo dei talebani dell\'accoglienza, ma come le navi sequestrate e poi lasciate andare rispuntano pure gli aerei. Ieri «Moonbird ha avvistato 5 gommoni in pericolo con un totale di 370 persone a bordo» ha scritto su Twitter Sea Watch Italy, la costola nostrana dei talebani dell\'accoglienza tedeschi. Almeno 70 sono state intercettate e riportate indietro dai libici. Il giorno prima l\'aereo delle Ong aveva avvistato altri cinque gommoni o barconi.
A dare man forte arriverà fra pochi giorni davanti alla Libia, Sea watch 3, salpata dal porto catalano di Buriana. Le autorità spagnole sostengono che la nave, precedentemente sequestrata in Italia perché non era omologata per il soccorso, adesso rispetta tutte le norme di sicurezza. Peccato che i migranti che raccoglierà davanti alla Libia li porterà, come sempre, in Italia e non in Spagna.
L\'ultimo sbarco di ieri a Lampedusa era di 90 migranti e circa 300 erano già arrivati dalla Tunisia. Al momento ci sono 1000 migranti nel centro di accoglienza sull\'isola. E sembra solo l\'inizio.
Il governo Draghi sarà costretto ad affrontare l\'emergenza con il miglioramento delle condizioni del mare, che scatenerà altre partenze. I numeri dall\'inizio dell\'anno sono pessimi: fino a venerdì erano già sbarcate in Italia 2931 persone, oltre dieci volte tanto rispetto al 2019, quando l\'allora ministro dell\'Interno, Matteo Salvini, aveva imposto la linea dura. Con il secondo governo Conte, giallorosso, nello stesso periodo del 2020 erano arrivati 2016 migranti, 900 in meno rispetto ad oggi. I trafficanti seguono attentamente l\'evolversi della situazione politica in Italia e ne approfittano lanciando sempre più gommoni. L\'ultimo atto sui migranti del governo Conte, passato sotto silenzio, è il nuovo piano Sar, di ricerca e soccorso del 2020. Un decreto del ministro uscente dei Trasporti, Paola de Micheli, ha definitivamente invertito la procedura voluta da Salvini «prima i ricollocamenti nei paesi Ue e poi lo sbarco». Adesso si procede «prima con lo sbarco e poi i ricollocamenti» che dipendono dai tempi e dalle ritrosie dell\'Europa. Non a caso dal 7 febbraio sono facilmente sbarcati in Italia 383 migranti dalle navi delle Ong Ocean Viking e Open arms.
[continua]

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24 novembre 2015 | Rai 1 Storie vere | reportage
Terrorismo in Europa
Dopo gli attacchi di Parigi cosa dobbiamo fare per estirpare la minaccia in Siria, Iraq e a casa nostra

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29 dicembre 2010 | | reportage
Gli occhi della guerra a Trieste
Dopo aver portato la mostra su 25 anni di reportage di guerra in tutta Italia, finalmente il 29 dicembre è stata inaugurata a Trieste, presso la sala espositiva della Parrocchia di Santa Maria Maggiore, via del Collegio 6. Gli occhi della guerra sono dedicati ad Almerigo Grilz e a tutti i giornalisti caduti sul fronte dell'informazione. La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 10 al 20 gennaio. L'evento è stato organizzato dal Circolo universitario Hobbit con la sponsorizzazione della Regione.

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23 aprile 2012 | Premio Lago | reportage
Il premio Giorgio Lago: Arte, impresa, giornalismo, volontariato del Nord Est
Motivazione della Giuria: Giornalista di razza. Sempre sulla notizia, esposto in prima persona nei vari teatri di guerra del mondo. Penna sottile, attenta, con un grande amore per la verità raccontata a narrare le diverse vicende dell’uomo.

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20 giugno 2017 | WDR | intervento
Italia
Più cittadini italiani con lo ius soli
Estendere la cittadinanza italiana ai bambini figli di stranieri? È la proposta di legge in discussione in Senato in questi giorni. Abbiamo sentito favorevoli e contrari.

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27 gennaio 2020 | Radio 1 Italia sotto inchiesta | intervento
Italia
Esercito e siti ebraici
Fausto Biloslavo I nostri soldati rispettano la giornata della Memoria dell’Olocausto non solo il 27 gennaio, ma tutto l’anno. L’esercito, con l’operazione Strade sicure, schiera 24 ore al giorno ben 700 uomini in difesa di 58 siti ebraici sul territorio nazionale. Tutti obiettivi sensibili per possibile attentati oppure oltraggi anti semiti. “Per ora non è mai accaduto nulla anche grazie alla presenza dei militari, che serve da deterrenza e non solo. Il senso di sicurezza ha evitato episodi di odio e minacce ripetute come in Francia, che rischiano di provocare un esodo della comunità ebraica” spiega una fonte militare de il Giornale. I soldati, che si sono fatti le ossa all’estero, sorvegliano, quasi sempre con presidi fissi, 32 sinagoghe o tempi ebraici, 9 scuole, 4 musei e altri 13 siti distribuiti in tutta Italia, ma soprattutto al nord e al centro. La città con il più alto numero di obiettivi sensibili, il 41%, è Milano. Non a caso il comandante del raggruppamento di Strade sicure, come in altre città, è ufficialmente invitato alle celebrazioni del 27 gennaio, giorno della Memoria. Lo scorso anno, in occasione dell’anniversario della nascita dello Stato di Israele, il rappresentante della comunità ebraica di Livorno, Vittorio Mosseri, ha consegnato una targa al comandante dei paracadustisti. “Alla brigata Folgore con stima e gratitudine per il servizio di sicurezza prestato nell’ambito dell’operazione Strade sicure contribuendo con attenzione e professionalità al sereno svolgimento delle attività della nostro comunità” il testo inciso sulla targa. In questi tempi di spauracchi anti semiti l’esercito difende i siti ebraici in Italia con un numero di uomini praticamente equivalente a quello dispiegato in Afghanistan nel fortino di Herat. Grazie ad un’esperienza acquisita all’estero nella protezione delle minoranze religiose, come l’antico monastero serbo ortodosso di Decani in Kosovo. “In ogni città dove è presente la comunità ebraica esiste un responsabile della sicurezza, un professionista che collabora con le forze dell’ordine ed i militari per coordinare al meglio la vigilanza” spiega la fonte del Giornale. Una specie di “assessore” alla sicurezza, che organizza anche il sistema di sorveglianza elettronica con telecamere e sistemi anti intrusione di avanguardia su ogni sito. Non solo: se in zona appare un simbolo o una scritta anti semita, soprattuto in arabo, viene subito segnalata, fotografata, analizzata e tradotta. “I livelli di allerta talvolta si innalzano in base alla situazione internazionale” osserva la fonte militare. L’ultimo allarme ha riguardato i venti di guerra fra Iran e Stati Uniti in seguito all’eliminazione del generale Qassem Soleimani. Roma è la seconda città per siti ebraici presidiati dai militari compresi asili, scuole e oratori. Le sinagoghe sono sorvegliate pure a Napoli, Verona, Trieste e quando necessario vengono disposte le barriere di cemento per evitare attacchi con mezzi minati o utilizzati come arieti. A Venezia i soldati garantiscono la sicurezza dello storico ghetto. A Livorno e in altre città sono controllati anche i cimiteri ebraici. Una residenza per anziani legata alla comunità è pure nella lista dei siti protetti a Milano. Ed i militari di Strade sicure nel capoluogo lombardo non perdono d’occhio il memoriale della Shoah, lo sterminio degli ebrei voluto da Hitler.

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03 giugno 2019 | Radio Scarp | intervento
Italia
Professione Reporter di Guerra


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24 maggio 2010 | Radio Padania Libera | intervento
Italia
Proselitismo islamico dietro le sbarre
“Penso che sia giusto se alcuni musulmani combattono la guerra santa contro gli americani in paesi che non sono la loro terra”. Dopo un lungo girarci attorno Kamel Adid sorprende un po’ tutti, quando sputa il rospo. La domanda riguardava i mujaheddin, i musulmani pronti a morire per Allah, contro l’invasore infedele. Tre soldati della guerra santa, arrivati un paio di mesi fa da Guantanamo, sono rinchiusi poco più in là, nel reparto di massima sicurezza del carcere di Opera, alle porte di Milano.
Adid è un giovane marocchino di 31 anni con barbetta islamica d’ordinanza e tunica color noce. Nel carcere modello di Opera fa l’imam dei 44 musulmani detenuti, che frequentano una grande sala adibita a moschea. Un predicatore fai da te, che di solito parla un linguaggio moderato e ti guarda con occhioni apparentemente timidi.
Deve scontare ancora due mesi di pena per un reato legato alla droga e da pochi giorni è stato trasferito in un altro istituto. “Quelli che si fanno saltare in aria subiscono il lavaggio del cervello – si affretta a spiegare l’autonominato imam – Noi abbiamo riscoperto la fede in carcere. Pregare ci da conforto, ci aiuta ad avere speranza”.

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06 settembre 2018 | Radio immaginaria | intervento
Italia
Teen Parade
Gli adolescenti mi intervistano sulla passione per i reportage di guerra

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