LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
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REPORTAGE
Nella base
italiana di Erbil
sotto tiro
CAMP SINGARA (Erbil) - “Inizio movimento” comunica alla radio il militare italiano, con equipaggiamento da combattimento a bordo di una macchina blindata. Dal comando rispondono con un secco “ricevuto”. Per entrare nell’area dell’aeroporto di internazionale di Erbil, dove si trovano la base americana e italiana, bisogna venire scortati dai nostri soldati. Dall’inizio della guerra, l’aeroporto è un obiettivo prioritario di missili e droni iraniani, che arrivano quasi ogni giorno.
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Rory Peck
Almerigo Grilz non conosceva la paura, ma ricordava sempre che Rory Peck era fin troppo coraggioso. Come molti altri cameramen o giornalisti inglesi era arrivato alla professione dopo un periodo nell’esercito. Rory Peck faceva parte di quella pattuglia di free lance con cui spesso lavoravano i tre dell’Albatross. Con lui ho realizzato uno dei miei ultimi reportage televisivi, a Kabul nel 1992 al crollo del regime comunista scoprendo le fosse comuni delal polizia segreta. Per Rory la guerra era il posto dove le persone rivelano se stesse, dove coraggiosi e codardi, onesti e disonesti mostrano il loro vero volto. E’ morto a Mosca mentre filmava gli scontri durante il tentato golpe del 3 ottobre 1993.

www.rorypecktrust.org



02 maggio 2008
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