La storia di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone i fucilieri di Marina trattenuti in India per un anno con l'accusa di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati. "I NOSTRI MARO'" è un e book di Fausto Biloslavo e Riccardo Pelliccetti, che ripercorre la vicenda attraverso documenti esclusivi, testimonianze, foto e video inediti. Un anno di sgarbi diplomatici, interpretazioni arbitrarie del diritto e umiliazioni, ma anche un anno di retroscena e di battaglie per riportarli a casa. Latorre e Girone restano in Italia, ma la storia non è finita. Ora è sotto tiro il nostro ambasciatore in India, Daniele Mancini, per il mancato rientro a Delhi dei marò.
articoli
05 gennaio 2013 | Il Giornale | reportage La cauzione, la libertà, le colpe Ecco tutte le bugie sui marò [continua] [www]
05 novembre 2013 | Il Giornale | reportage Forze armate, è festa amara L’Italia ha dimenticato i marò [continua]
19 gennaio 2013 | Il Giornale | reportage I due marò condannati a restare in India [continua] [www]
28 giugno 2013 | Il Giornale | reportage Bonino: “In luglio partirà il processo ai marò” [continua]
03 gennaio 2013 | Il Giornale | reportage Marò pronti a rientrare in India già oggi [continua] [www]
03 aprile 2013 | Il Giornale | reportage Marò, caos sulle indagini E ora Terzi fa il “militante” [continua] [www]
08 novembre 2013 | Il Giornale | reportage Bonino boicotterà l’India “Insoddisfatti per i marò” [continua]
India I due Marò
La storia di Massimilianno Latorre e Salvatore Girone i fucilieri di Marina trattenuti in India per un anno con l'accusa di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati. Sul Giornale.it è raccontata nell'e book "I NOSTRI MARO'", che ripercorre la vicenda attraverso documenti esclusivi, testimonianze, foto e video inediti. Un anno di sgarbi diplomatici, interpretazioni arbitrarie del diritto e umiliazioni, ma anche un anno di retroscena e di battaglie per riportarli a casa. Latorre e Girone restano in Italia, ma la storia non è finita. Ora è sotto tiro il nostro ambasciatore in india, Daniele Mancini, come rappresaglia per il mancato rientro a Delhi dei marò.