LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
[continua]


REPORTAGE
Cristiani
sotto tiro
in Egitto
IL CAIRO - La colonna di marmo bianco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo al Cairo è ancora flagellata dalle cicatrici delle schegge dell'attentato suicida. I copti cristiani in Egitto hanno voluto lasciarla così, per non dimenticare. L'esplosione ha fatto saltare in aria il tetto e ridotto a pezzi 29 fedeli compresi sei bambini, che stavano pregando l'11 dicembre 2016. «Noi cristiani sappiamo di essere sotto tiro e siamo pronti a morire per la nostra fede», racconta Maryam mostrando la foto che porta al collo di suo marito, il custode della chiesa, uno dei «martiri» dell'attacco jihadista.
continua


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16 gennaio 2018
Il dubbio
Avvocati in Costituzione? D'accordo Ma su Asgi, migranti e Soros...
Caro Direttore, ti ringrazio per l’onore di avermi dedicato un editoriale in prima pagina. Le nostre idee sono sicuramente diverse e contano, ma ti assicuro che il mio pezzo pubblicato dal Giornale sugli avvocati “talebani dell’accoglienza” non è dettato da particolari spinte ideologiche. Piuttosto, come in altri articoli sul tema immigrazione, ho cercato di fare il nostro lavoro guidato dal buon senso e da una mia caratteristica, imparata da Montanelli, di essere fuori dal coro. Nonostante polemiche e critiche, il mainstream dei giornaloni è ancora adagiato su una linea stucchevolmente buonista, che spesso non guarda in faccia la realtà. E chi cerca di proporre un’altra versione dei fatti, pur senza tracimare nell’insulto o nelle falsità, si becca spesso del razzista, fascista o con più eleganza dell’ “ideologico”. Lungi da me intaccare il sacrosanto diritto alla difesa, ma i legali di Asgi forse ne abusano un tantino, loro sì per motivi “ideologici” pro immigrazione. Basta leggere gli esposti. Gli espulsi che sono andati a cercare in Sudan per poter denunciare l’Italia erano stati rimpatriati perchè si rifiutarono di presentare richiesta di asilo nel nostro paese volendo continuare verso la Francia. Di fatto i 5 sudanesi si sono messi nella condizione dei clandestini. I loro compagni di viaggio hanno chiesto subito la protezione da noi, che è stata garantita come prevede la legge. Poi bisognerebbe aprire un capitolo su quante storie strappalacrime raccontate alle commissioni per l’asilo siano vere e quante inventate. Ovviamente hai tutto il diritto di criticare il mio articolo tenendo pure conto che il Dubbio è la testata del Consiglio nazionale forense, ma ti segnalo che diversi apprezzamenti per il pezzo mi sono arrivati proprio da avvocati. I legali di Asgi possono difendere chi vogliono e pure denunciare lo Stato italiano al Tar, ma certe azioni da talebani dell’accoglienza diventano oggetto legittimo per un articolo che ponga almeno dei “dubbi”. Cosa c’entra il sacrosanto diritto alla difesa con la palese intenzione manichea di voler bloccare i soldi per le motovedette consegnate ai libici? Puzza molto di lotta politica per via legale. Ognuno fa quello che vuole, ma credo poco negli avvocati militanti. Non solo: sono stato in Libia proprio per raccontare e denunciare le condizioni inumane di detenzione dei migranti, ma questo non significa che dobbiamo aprire le porte. Piuttosto cerchiamo di lenire le loro sofferenze nei gironi infernali libici e acceleriamo il rientro a casa di chi non ha diritto all’asilo (tanti) accogliendo i pochi che è giusto proteggere. Se poi l’offensiva legale dell’Asgi, che comunque ha un costo ed immagino preveda un minimo di parcelle, viene finanziata in gran parte dall’Open society di George Soros penso che sia giusto sottolinearlo per dovere di informazione. Il discusso filantropo elargisce in Italia circa 2 milioni di dollari e spesso si è fatto confusione su chi riceve i suoi soldi e perchè. Ovviamente è libero di farlo, ma l’opinione pubblica va informata sui finanziamenti di un miliardario che qualche danno l’ha combinato in giro per l’Europa con le rivoluzione colorate e la sua discutibile posizione sull’immigrazione. Per concludere e tagliare la testa al toro sul diritto alla difesa aderisco, senza alcuna impostazione ideologica, alla battaglia del Dubbio sulla modifica della Costituzione per sancire il sacrosanto ruolo dell’avvocato. Fausto Biloslavo [vai all'allegato]





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