LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti piů caldi del mondo.
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REPORTAGE
Addio a Mladic
boia di guerra
Eroe per i serbi
BELGRADO - “Il vero tribunale per il generale Mladic è questo: migliaia di persone a rendergli omaggio” sentenzia uno dei “Lupi”, i cosacchi serbi, con tanto di colbacco. In Bosnia ha combattuto negli anni novanta, anche se adesso ha la pancetta. Un tuffo nel passato del sanguinoso conflitto etnico, che ha visto in prima linea Ratko Mladic, comandante dell’esercito dei serbi di Bosnia. Per mezzo mondo è un criminale di guerra condannato all’ergastolo per l’assedio di Sarajevo e il genocidio di Srebrenica, 8mila musulmani in fuga passati per le armi e sepolti in fosse comuni. Morto il 27 agosto, dietro le sbarre a L’Aja, ad 84 anni.
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Raffaele Ciriello
Di Raffaele la dimensione piů incredibile ed invisibile era la passione. Quella che gli faceva dimenticare la carriera, o forse solo la professione, di chirurgo plastico per correre in Somalia Kosovo, Sierra Leone, Cecenia, Afghanistan. Nei reportage in Kosovo, Bosnia, Afghanistan ho viaggiato con lui senza capire chi fosse veramente. Se un medico con l’hobby della fotografia o un fotografo costretto a vivere di medicina. Ad ogni partenza continuava a stupirmi il tempo e la dedizione dedicati ad un mestiere che ufficialmente non era il suo. In Kosovo nell’estate del 1998 Raffaele, Gian Micalessin ed io fummo i primi al mondo ad attraversare le montagne albanesi con i guerriglieri kosovari. Fu un viaggio faticoso, rischioso, lungo e difficile. Il primo cosě duro per Raffaele, ma non fece una piega. Mi sorprendeva quella sua capacitŕ di non mangiare, di non toccare cibo. L’imboscata dei serbi ci separň sotto il fuoco dei proiettili.Gian e Raffaele pensavano che fossi morto. Ci ritrovammo dopo una fuga notturna ammaccati e senza forze. Il 13 marzo 2002 non volevo credere ala notizia della sua morte. Una raffica di mitragliatore sparata da un carro armato israeliano l’aveva colpito mentre riprendeva un gruppo di guerriglieri palestinesi. A casa lo aspettavno, come sempre, sua moglie e la piccola Carolina.

www.raffaeleciriello.com


02 maggio 2008
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