LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti piů caldi del mondo.
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REPORTAGE
El Alamein
viaggio
nella memoria
EL ALAMEIN - Antonella Grillo si inoltra in uno dei corridoi del sacrario di El Alamein, dove le lastre quadrate di marmo bianche, una accanto all’altra, riportano in caratteri neri grado, cognome, nome dei caduti delle grandi battaglie del 1942 nel deserto egiziano. Il braccio sulla spalla della mamma, Carla Gesualdi che ha un groppo in gola. Poi si fermano e Antonella indica una delle tante lapidi: “Il mio bisnonno riposa qui: Zelano Carlo, medaglia di bronzo al valor militare, soldato”.
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Rory Peck
Almerigo Grilz non conosceva la paura, ma ricordava sempre che Rory Peck era fin troppo coraggioso. Come molti altri cameramen o giornalisti inglesi era arrivato alla professione dopo un periodo nell’esercito. Rory Peck faceva parte di quella pattuglia di free lance con cui spesso lavoravano i tre dell’Albatross. Con lui ho realizzato uno dei miei ultimi reportage televisivi, a Kabul nel 1992 al crollo del regime comunista scoprendo le fosse comuni delal polizia segreta. Per Rory la guerra era il posto dove le persone rivelano se stesse, dove coraggiosi e codardi, onesti e disonesti mostrano il loro vero volto. E’ morto a Mosca mentre filmava gli scontri durante il tentato golpe del 3 ottobre 1993.

www.rorypecktrust.org



02 maggio 2008
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